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“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima”

Albert Einstein

L’Hubei dello Stivale (Parte 81): il lungo inverno della Delta

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Fare previsioni su cosa potrà accadere nei 4-5 mesi che abbiamo di fronte non è facile. Ma immaginare un quadro a tinte più o meno fosche non è pessimistico. Solo realistico.

Dalle tinte più o meno cupe si potrebbe passare a breve alle Regioni colorate. Finora in Italia solo il dato della incidenza di nuovi casi su base settimanale ha superato la soglia di attenzione (50 su 100.000 abitanti). I ricoveri stanno ricominciando, pur lentamente, a risalire.

Va detto che l’anno scorso in questo periodo eravamo già rosso vermiglio ed il coprifuoco calava alle 22.

In piena notte nel mio ospedale entrava l’esercito per portare le barelle da mettere in Chiesa e nel centro convegni.

A questo link i video ed i servizi dei TG.

Ci sono però troppi elementi che fanno immaginare che il futuro a breve non sia neppure lontanamente simile ai periodi invernali pre-pandemia.

Europa, la grande malata

L’Olanda ha deciso per un lockdown parziale da oggi, sabato 13 novembre. Chiusura dei supermercati alle 18 e dei locali alle 22. Una mezza dozzina di città hanno cancellato le tradizionali sfilate natalizie. Reintroduzione delle mascherine, troppo rapidamente abbandonate.

Due Regioni dell’Austria hanno iniziato ad applicare il lockdown per i non vaccinati. A parte le attività essenziali (reperire cibo, recarsi dal medico e andare a lavorare) i non vaccinati non possono entrare in nessun altro luogo.

In Germania (molto tardi) stanno pensando ad un green pass. Come in Austria la campagna vaccinale arranca.

Il Governatore della Sassonia in Germania è favorevole alla cancellazione dei mercatini di Natale affermando che “non si può pensare di passeggiare tra i mercatini e bere vin brulè mentre gli ospedali sono pieni di pazienti ed i sanitari lottano giorno e notte”.

Berlino ha chiuso i bar ed i ristoranti ai non vaccinati.

La Germania presenta anche contraddizioni singolari: nelle farmacie possono essere acquistati rimedi omeopatici per il COVID-19 e quasi tutti questi prodotti sono coperti dai maggiori fondi sanitari del Paese.

Inoltre esistono Regioni (Sassonia, Turingia e Brandeburgo ad esempio) dove la copertura vaccinale è molto bassa. Guarda caso sono quelle in cui i ricoveri e le terapie intensive sono stracolme:

Il problema è anche politico: i movimenti di destra sono notoriamente meno propensi alla vaccinazione ed alle misure restrittive dei Governi. Ed infatti la Sassonia è la roccaforte del movimento di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) che accoglie al suo interno anche molti esponenti negazionisti.

L’UK con il suo freedom day è ormai in una traiettoria simile a quella di Austria e Germania fin da settembre. Attualmente l’UK ha 250.000 casi, poco più di 1.000 morti e circa 6.300 nuovi accessi a settimana.

I pazienti attualmente intubati sono circa 1.000 mentre i degenti con COVID sono 8.300.

Nell’Europa dell’Est, emersa 30 anni fa dalla dominazione sovietica, povertà, scarsa istruzione, ridotta educazione sanitaria e molta disinformazione hanno aumentato la sfiducia verso Governi instabili e corrotti.

Il risultato è l’altissimo tasso di mortalità: in Bulgaria e Romania vi sono 22 decessi settimanali per milione di abitanti. Più di 30 volte più elevato di Francia, Spagna, Italia e Portogallo (che sono sotto l’1/100.000).

Il sito della Reuters offre uno spaccato di quanto sta avvenendo nel nostro continente. La risalita di contagi e decessi è nettissima:

In termini di contagi l’Europa attualmente è al centro del ciclone in quanto da sola rappresenta il 51% dei contagi totali nel mondo (Europa in giallo, tutto il mondo in grigio):

I dati dei Paesi con il numero maggiore di infezioni e di decessi giornalieri evidenzia l’ecatombe dell’Est che è strettamente correlata alla percentuale di vaccinati. Il Regno Unito, ha dilapidato molto del lavoro fatto con le vaccinazioni grazie al freedom day e abbandonando mascherine e distanziamento. L’UK entra così nella top five. Va ricordato che in UK (come in Germania) non esiste ad oggi obbligo vaccinale per i sanitari nè alcuna forma di green pass:

Romania e Bulgaria hanno esaurito da tempo i posti letto. Implorano di trasferire alcuni loro pazienti ad altri Paesi ma ora c’è un altro problema: sono esauriti i posti per i cadaveri negli obitori:

L’Ucraina (che, come non bastasse ha moltissimi altri problemi tra cui la guerra con Mosca) con un tasso di vaccinati intorno al 18% è ormai un Paese fantasma. I decessi giornalieri in Ucraina sono stabilmente oltre i 700.

La Russia continua a battere il triste record dei decessio giornalieri. Ora è oltre i 1.200.

I colori dell’Europa virano allo scuro

Il 7 ottobre 2021 su questo post avevo pubblicato questo grafico. Si trattava dell’indicatore combinato di casi per 100.000 abitanti e tasso di positività sui tamponi elaborati e pubblicati sul sito ECDC. La situazione era la seguente: (più scure le aree, peggiore la situazione):

Nell’arco di poco più di 1 mese la situazione è questa: le zone verdi sono praticamente tutte scomparse. Solo Francia, Spagna e Portogallo sono rimaste gialle ma anche loro cominciano a presentare macchie rosse sul loro territorio.

Se la correlazione tra scarsa vaccinazione e alto numero di infezioni, ospedalizzazioni e decessi è chiara, potrebbe non essere cosi immediato comprendere perchè anche nei Paesi che hanno vaccinato molto i contagi continuino ad aumentare.

Perchè la delta avanza anche nei Paesi che hanno vaccinato di più?

Questa è la situazione della copertura vaccinale in Europa. Ho selezionato qualche Paese aggiungendo solo il Giappone che pur partendo in grave ritardo ha superato a grandi passi i Paesi che avevano iniziato a vaccinare 5 mesi prima. La copertura vaccinale è data dal numero a destra mentre la zona verde chiara include i soggetti parzialmente vaccinati (una sola dose). I vaccinati con due dosi sono rappresentati con il numero all’interno della barra. Quindi l’Italia ha il 78% di vaccinati sulla popolazione generale ma solo il 72% è vaccinato con due dosi.

I Paesi in difficoltà non sono solo penalizzati da basse vaccinazioni (non ho incluso Romania e Bulgaria che hanno tassi inferiori al 30 e al 20%).

UK e Germania non hanno introdotto obblighi vaccinali per i sanitari e nessun green pass. L’Olanda aveva abbandonato le mascherine. In Svezia come è noto, le regole sul distanziamento non erano in vigore neppure quando l’Europa era in lockdown.

In altre parole vaccinare non basta.

Ed anche vaccinando molto i contagi, anche se meno forsennatamente, aumentano.

Perchè? Quali sono i motivi?

Eccone alcuni.

Analisi di efficacia “real world”

L’Istituto Superiore di Sanità settimanalmente confronta la frequenza di infezione, ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva e decesso tra i vaccinati e i non vaccinati.

Il risultato che si ottiene è un dato di efficacia in una situazione reale. Se i dati di efficacia tratti dai trials clinici, necessari per la approvazione da parte delle autorità di controllo, garantiscono la riduzione dei maggiori fattori confondenti tramite la randomizzazione, il rigoroso protocollo di somministrazione, la valutazione degli effetti con il follow up (per citarne solo alcuni), il dato sulla popolazione reale tiene conto della complessità dovuta a una serie di fattori determinati dal contesto reale in cui la vaccinazione agisce, includendo nell’elaborazione un numero di informazioni, come la presenza di varianti o i cambiamenti nei comportamenti, che ne rendono più solida l’interpretazione.

Dalla pagina dell’ISS viene riportato che:l’efficacia vaccinale nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di COVID-19 nelle persone completamente vaccinate è diminuita passando dal 89%, durante la fase epidemica con variante alfa prevalente, al 76% durante la fase epidemica con variante delta prevalente.

Uno dei primi articoli sulla efficacia dei vaccini contro l’infezione da variante delta era stato riportato dagli inglesi su un articolo comparso a luglio nel NEJM1. La tabella sottostante è presente in questo mio post precedente in cui si analizzava la situazione:

L’efficacia del vaccino Pfizer (dati simili per Moderna) e del vaccino Astrazeneca contro la variante alfa è insufficiente dopo una sola dose ma aumenta decisamente dopo la seconda.

Astrazeneca resta comunque meno efficace sul rischio di contagio rispetto ai vaccini a mRNA.

Con l’avvento della variante delta la protezione dal contagiosi riduce per tutti i vaccini.

Fortunatamente l’efficacia del vaccino su ricoveri, intubazione e morte è ancora molto elevata (superiore al 90%).

Protezione dei vaccini in Italia: i dati recenti ISS

Il monitoraggio del rischio effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità del 5 novembre 2021 riportava il grafico della protezione del vaccino per 4 eventi:

  • contagio,
  • ospedalizzazione,
  • ricovero in terapia intensiva
  • morte.

La percentuale di protezione per questi 4 eventi è riportata sull’asse delle ordinate.

Dalla variante alfa (ondata autunnale-primaverile 2020-2021) alla variante delta la protezione dei vaccini sul contagio (freccia rossa=variante alfa – freccia blu variante delta) è calata sensibilmente.

Fortunatamente, anche se su ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e decesso vi è stato un calo di efficacia con la variante delta, i vaccini continuano a fornire una ottima protezione per questi eventi (superiore al 90%).

Pertanto, allo stato attuale delle cose, il virus continuerà a circolare. Infatti:

  1. ci sono troppe persone non vaccinate:
  2. la protezione dal contagio dei vaccini è all’incirca del 76% e quindi non in grado di impedire la circolazione del virus anche in questo gruppo di persone;
  3. La protezione inoltre cala nel tempo. Dopo 6 mesi è necessaria una dose booster. Chi non effettua questo richiamo incrementa la popolazione dei suscettibili

L’attack rate della delta

Con una efficacia vaccinale al 76% vi è il 24% dei vaccinati teoricamente esposti al virus.

Su poco più di 44 milioni di vaccinati con doppia dose questo significa che quasi 10 milioni di persone vaccinate potrebbero contrarre il virus.

A questi dobbiamo aggiungere:

  • i non vaccinabili (6,2 milioni di età inferiore ai 12 anni);
  • i vaccinabili non ancora vaccinati (7,5 milioni)
  • i vaccinati con dose singola (circa 2 milioni, con protezione solo parziale – tra cui guariti con una sola dose e vaccinati con Johnson & Johnson)
  • i vaccinati che non effettuano la terza dose (non sappiamo ancora quanti siano; la somministrazione è in corso.

Il totale fa poco più di 25 milioni di persone, ovvero poco meno del 43% della popolazione italiana che è ancora aggredibile dal Sars-CoV-2.

TROPPI.

Tutto ciò è complicato dalle caratteristiche della variante ormai dominante.

La variante delta è assai più contagiosa della variante alfa (che era già più contagiosa della variante di Wuhan).

Senza misure di mitigazione (distanziamento, mascherina, limite agli accessi, green pass etc.) la variante attuale potrebbe diffondersi ad una velocità impressionante.

Se non vi fidate leggete questo articolo comparso recentemente sul Journal of Travel Medicine che dà l’idea della facilità di diffusione della variante attuale2.

Nell’articolo si descrive il caso di una nave cacciatorpediniere di pattuglia nel Golfo della Guinea (costa occidentale dell’Africa) con 301 soldati a bordo.

Nessuno di questi soldati era ancora vaccinato.

Salpata da un porto della Corea del Sud l’8 febbraio del 2021 è rimasta nel Golfo della Guinea dal 28 giugno 2021 al primo luglio 2021.

Il 2 luglio un soldato ha manifestato i primi sintomi del COVID.

Il 5 luglio ai soldati è stato imposto di indossare le mascherine/FFP2 e di osservare il distanziamento sociale.

Ma ormai era tardi.

Il 6 luglio furono riportati 6 casi di Delta.

Nei dieci giorni successivi i casi arrivarono alla incredibile cifra di 247.

Il 26 luglio toccano il massimo con 272 casi.

Alla fine il 90% dell’equipaggio verrà contagiato nel giro di 25 giorni.

Questa percentuale è quella che in epidemiologia si chiama “attack rate” o tasso di attacco secondario.

Il caso primario (index case) o caso indice è il primo caso identificato di malattia. Coloro che si ammalano in un determinato periodo di tempo rispetto al totale delle persone suscettibili rappresentano i casi secondari ovvero la percentuale di contagiati.

Un attack rate del 90% in un periodo così ristretto è ovviamente elevatissimo.

E’ del tutto ovvio che un attack rate di questo tipo è favorito da multiple condizioni:

  • la ristrettezza di spazi in una nave
  • l’assenza di vaccinati
  • l’assenza di misure di mitigazione (mascherine e distanziamento)

Ciononostante va ricordato che l’età media dei soldati era decisamente bassa e che essi erano ovviamente tutti in buona salute. Malgrado ciò (vedi tabella riassuntiva) 19 soldati (il 7% dei contagiati) hanno dovuto ricorrere all’ospedalizzazione e 6 soldati (il 2% dei contagiati) hanno accusato una forma estremamente severa.

Gli Autori affermano che questo caso fornisce tre lezioni da imparare:

  1. Prima lezione: Tra le persone non vaccinate la variante delta si diffonde senza alcun ostacolo. Se tra persone suscettibili ma giovani ed in buona salute il contagio si diffonde nel 90% di essi allora nella popolazione generale, dove vi sono persone anziani e con polipatologie, e quindi con difese immunitarie più compromesse, potenzialmente tutte le persone suscettibili al virus si potrebbero contagiare se esposti ad esso;
  2. Seconda lezione: il grado di sintomaticità della patologia. In questo gruppo di soggetti giovani ed in salute il 6% dei contagiati è stato ospedalizzato e il 2% dei contagiati ha avuto forme severe di COVID-19.
  3. Terza lezione: la rapidità di diffusione del virus negli spazi ristretti. Il contagio, come ormai noto e per stessa ammissione dell’OMS, non si diffonde solo con le goccioline (droplets) emesse dal soggetto contagiato che cadono a terra entro i due metri. La diffusione per via aerosolica, soprattutto negli spazi chiusi e poco ventilati è innegabile.

Ma purtroppo non è tutto.

Nel prossimo post si capirà ancora meglio perchè non siamo ancora fuori dal tunnel.


  1. Lopez Bernal J, Andrews N, Gower C, Gallagher E, Simmons R, Thelwall S, Stowe J, Tessier E, Groves N, Dabrera G, Myers R, Campbell CNJ, Amirthalingam G, Edmunds M, Zambon M, Brown KE, Hopkins S, Chand M, Ramsay M. Effectiveness of Covid-19 Vaccines against the B.1.617.2 (Delta) Variant. N Engl J Med. 2021 Jul 21. doi: 10.1056/NEJMoa2108891. Epub ahead of print. PMID: 34289274.
  2. Lee BU. A high attack rate of 90% of SARS-CoV-2 Delta variant infections in crew personnel on a single navy ship. J Travel Med. 2021 Oct 20:taab168. doi: 10.1093/jtm/taab168. Epub ahead of print. PMID: 34668534.

8 risposte

  1. QUOTE … Il risultato è l’altissimo tasso di mortalità: 22 decessi per milione di abitanti. Più di 30 volte più elevato di Francia, Spagna e Portogallo. …UNQUOTE

    Gentilmente ci fornisci il confronto con il dato italiano

    Grazie

  2. QUOTE… Il risultato è l’altissimo tasso di mortalità: 22 decessi per milione di abitanti. Più di 30 volte più elevato di Francia, Spagna e Portogallo. …UNQUOTE

    Inoltre di quale paese stiamo parlando? Oppure hai fatto una media di quali paesi dell’Est Europa?

    1. As a result, nine central and eastern European countries currently feature in the EU’s highest 10 coronavirus daily death rates. Romania and Bulgaria have the bloc’s highest daily fatality rates at around 22 per million – more than 30 times the rates in France, Spain and Portugal.(https://www.theguardian.com/world/2021/nov/13/why-is-europe-returning-to-the-dark-days-of-covid?CMP=Share_iOSApp_Other). Il dato si riferisce a Romania e Bulgaria). Il tasso è su base settimanale. Italia, Francia e Spagna hanno valori tra 0,67 e 0,47 per milione di abitanti.

    2. I dati di Putin non sono affidabili. L’Ucraina ha un sistema di registrazione pessimo. Bulgaria e Romania fanno parte del blocco EU a 27. Trovi i dati sul sito ECDC

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