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“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima”

Albert Einstein

L’Hubei dello Stivale (Parte 79): Falsi miti e solide realtà. Vaccini, contagi e varianti

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Dopo aver vaccinato oltre 43 milioni di persone (l’80% della popolazione over 12 anni) è verosimile che, grazie al green pass e alla vaccinazione degli ultimi “esitanti” e ritardatari, l’Italia raggiungerà quasi il 90% dei soggetti vaccinabili.

Un risultato confortante che sta dando i suoi frutti sul numero dei contagi ma soprattutto sul numero dei ricoveri ospedalieri.

Sulla base del rapporto del 6 ottobre dell’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) la situazione dei contagi (su 100.000 abitanti) e del tasso di positività nei tamponi degli ultimi 14 giorni in Europa è la seguente:

Le zone colorate vanno dal verde al rosso scuro sulla base di questi due indicatori. Se uno solo dei due indicatori è elevato la regione vira verso il rosso scuro.

I Paesi con situazioni ancora molto preoccupanti si concentrano in Romania, Lituania, Estonia, Lettonia, Croazia, Slovacchia, Bulgaria e Slovenia.

In questa pagina potete valutare tutti gli indicatori degli stati europei.

Il motivo per cui i Paesi del Baltico e dei Balcani si dibattono in una crisi sanitaria molto problematica con un altissimo numero di ricoveri ospedalieri e con le terapie intensive in grande difficoltà è presto detto: la percentuale di vaccinati è estremamente bassa.

In questo grafico, tratto dal vaccine tracker dell’ECDC, i colori verdi sono sempre più scuri se la somministrazione di almeno una dose è elevata. I Paesi con situazione sanitaria critica e con altissimo numero di contagi sono anche quelli con percentuali di vaccinazione più basse e si caratterizzano tutte con colori molto più pallidi:

Ecco alcuni esempi in cui viene confrontata la percentuale di somministrazione di almeno una dose in EU (80%) e quella dei Paesi a più alto tasso di contagi e ricoveri:

  • Romania 35,3% di popolazione vaccinata
  • Bulgaria 24,5%
  • Croazia 54%
  • Lettonia 55,7%

Un esempio per tutti: la Bulgaria

Malgrado i vaccini non manchino, il popolo bulgaro è estremamente recalcitrante a vaccinarsi. I motivi sono molteplici: uno tra questi è la sfiducia in chi li governa dato che il Paese attraversa una grave crisi politica che si sta prolungando ormai da tre anni. Solo nell’ultimo anno la Bulgaria è stata chiamata al voto per ben 3 volte. Ma il fattore determinante è anche qui la disinformazione. I Bulgari (come i russi) preferiscono curarsi con terapie naturali salvo poi ritrovarsi intubati in qualche ospedale che abbia ancora un posto disponibile.

La Bulgaria ha poco meno di 7 milioni di abitanti. La Lombardia circa 10 milioni.

Eppure l’8 ottobre la Bulgaria registrava 2.302 casi e 94 decessi.

La Lombardia nello stesso giorno registrava 293 casi e 3 decessi.

Le conseguenze di questa situazione sono evidenti nel confronto del numero di decessi per milione di abitanti tra Bulgaria e Italia:

Il numero di contagi bi-settimanali su milione di abitanti segue lo stesso andamento:

Ecco i dati della Agenzia di stampa ANI dell’8 ottobre:

  • Percentuali di tamponi positivi: 8%
  • 5.374 pazienti ospedalizzati (in Italia 2.651)
  • 636 nuovi ingressi in ospedale
  • 463 pazienti intubati (in Italia 364)
  • L’89,36% dei deceduti sono non vaccinati
  • Il numero di dosi vaccinali somministrate l’8 ottobre è bassissimo: 7.716 dosi

Il confronto in grassetto per due di queste voci si riferiscono al nostro Paese dove però gli abitanti sono quasi 10 volte di più che in Bulgaria.

Il resto dei Paesi dell’est

La Bulgaria sta vivendo la stessa situazione della nostra seconda ondata autunnale con occupazione dei posti letto al limite del collasso e viene condiviso dalla Romania, dai Paesi Baltici e dalla gran parte dei Paesi dell’Est.

Il Direttore del più grande ospedale di Bucarest ha affermato che a questo ritmo in pochi giorni saranno esauriti tutti i posti letto. La scorsa settimana di giovedì 6 ottobre la Romania ha registrato 14.457 nuovi casi in una popolazione di appena 19 milioni di abitanti e ben 385 decessi. Per la prima volta si sta valutando di inviare all’estero i pazienti critici per mancanza di posti letto. Molti temono ormai lo “scenario italiano” ovvero quello che nel marzo 2020 ha avuto come epicentro la Lombardia ed in particolare Bergamo.

La Russia si dibatte anche essa in una crisi ormai senza fine. Da questa estate i decessi hanno ripreso ad aumentare ad un ritmo vertiginoso restando costantemente oltre i 400 al giorno e 3 giorni fa hanno superato la soglia dei 1.000 decessi al giorno. Anche in questo caso la correlazione tra la scarsa copertura vaccinale e maggiori contagi è evidente. Malgrado la disponibilità di un vaccino prodotto autonomamente i Russi sono molto restii a vaccinarsi.

La differenza nella percentuale di popolazione vaccinata tra noi ed i Russi è eclatante:

Un colpo durissimo alla credibilità di Putin che si vantava del suo “Sputnik” e che persino i suoi connazionali snobbano.

Il 40% dei Russi non si fida del Governo, le misure di mitigazione non sono state messe in atto, la propaganda ha cercato di minimizzare le gravi carenze sanitarie e la pericolosità del virus a scopi politici.

Ora Putin cerca di correre ai ripari ma il danno è fatto. Lui stesso si fece vaccinare a porte chiuse a Marzo 2021 annunciando di averlo fatto solo a giugno 2021 malgrado lo Sputnik fosse stato approvato dal Ministero della Sanità russo ad agosto 2020.

Le misure restrittive sono state allentate, guarda caso, nell’estate 2020 per le votazioni sul referendum costituzionale e a settembre 2021 per le elezioni parlamentari. Ed i russi non si fidano del vaccino di Stato.

Intanto fioccano su Telegram certificati falsi a 2.000 rubli (20 dollari) e QR code farlocchi a 5.000 rubli (70 dollari)

Il dramma russo è al culmine dato che sono stati richiamati tutti i medici in pensione.

Solo 48 milioni di Russi sono vaccinati su una popolazione di 144 milioni di abitanti.

L’eccesso di mortalità in Russia tra aprile 2020 e agosto 2021 tocca i 575.000 morti in più rispetto alla media di decessi del quinquiennio precedente.

Correlazione decessi e tasso vaccinale

I dati che ormai provengono da tutto il mondo (oltre 3 miliardi di dosi somministrate) dimostrano chiaramente che chi vaccina di più ha meno contagi, meno ricoveri e meno decessi. E’ evidente che senza i vaccini questo autunno sarebbe sarebbe stato assai peggiore di quello del 2020 (la variante Delta è infatti molto più contagiosa).

Se confrontiamo il numero giornaliero di morti per milione di abitanti (in ordinata) con il numero cumulativo di vaccinazioni ogni 100 abitanti possiamo verificare che la correlazione è evidente (es: se un paese ha 140 vaccinazioni su 100 abitanti significa che ha vaccinato circa il 70% della popolazione dato che servono due dosi):

I Paesi prescelti sono Germania, UK e Italia, tra quelli “virtuosi”, e Bulgaria, Russia e Romania tra quelli in grande difficoltà. Gli USA dopo una partenza a razzo hanno rallentato la corsa vaccinale e soprattutto in Texas, Florida e Alabama hanno avuto grandi difficoltà come numero di contagi e ricoveri.

Miti ed evidenze scientifiche

Uno dei miti (falsi) che si sta diffondendo tra la popolazione è che il virus ormai sia sconfitto o che egli abbia perso la capacità di ledere in quanto “fiaccato” dalle nostre contromisure.

Un giornalista qualche giorno fa mi ha chiesto:

“il calo dei contagi è dovuto al virus che si è indebolito oppure ai vaccini?”

E’ bene sfatare qualche mito.

Il mito del virus “spompato”

Mettiamo in chiaro che il virus:

  1. Non pensa
  2. Non ha organi come i nostri che si “indeboliscono”
  3. Ha una virulenza che non è correlabile alla maratona per un essere umano o allo scappare da un predatore per un appartenente al regno animale. Pertanto il virus non può diventare “fiacco” nè ansimare come un cane con la lingua penzoloni.

I contagi calano perchè il virus non trova più terreno fertile da colonizzare (noi umani) ma solo nei Paesi con alti tassi di vaccinazione.

Il virus ha un unico scopo: moltiplicarsi. Il virus attuale (la variante delta) è molto ma molto più contagiosa della variante inglese (variante alfa) dell’autunno-inverno del 2020 la quale era a sua volta molto più contagiosa della forma iniziale di Wuhan della prima ondata.

Il mito dell’indebolimento del virus è quindi una colossale stupidaggine.

Il mito che ormai “il virus non c’è più”

E’ un mito simile a quello del noto rianimatore di Milano (Zangrillo) che l’estate scorsa sosteneva che il virus era ormai “clinicamente morto”.

Ignorando una delle caratteristiche note delle pandemie e delle ancor più note pestilenze del passato: le ondate.

La variante delta è talmente più contagiosa da determinare una quantità di virus nelle prime vie aeree da 100 a 1.000 volte superiore ai contagiati della prima ondata1. Questo ha portato l’incubazione della malattia a sole 48 ore perchè la maggiore contagiosità dà al virus la capacità di danneggiare le strutture del nostro organismo in meno tempo e di rendere i sintomi più precoci.

Senza i vaccini i lockdown di marzo-aprile-maggio 2021 e le zone rosse autunno-invernali sarebbero stati nuovamente la regola e probabilmente molto più restrittivi.

Non si creda di essere al sicuro solo perchè i contagi diminuiscono.

Il virus circola ancora ed è solo grazie ai vaccini che esso non determina contagi elevati.

Per “sconfiggere” il virus i contagi dovrebbero ridursi costantemente in tutto il mondo.

Altrimenti il rischio di nuove varianti sarà sempre elevato.

Il mito che “i vaccini provocano le varianti”

Altro mito sempreverde. Citato a sproposito anche alcuni politici e da moltitudini di “sotuttoio”. Moltissimo in voga anche tra i no-vax i quali considerano i vaccini pericolosi non solo perchè installano i microchip del 5G, sterminano migliaia di persone e sono il mezzo per riformare l’ordine mondiale, ma anche perchè, secondo loro, troppi vaccinati comportano l’emersione di nuove varianti.

La contorta elucubrazione su cui si basa questa ennesima fake deriva dalla tendenza ad antropomorfizzare il virus un po’ come fanno i cartoni animati quando rappresentano gli animali.

Nei cartoni animati gli animali parlano, camminano in posizione eretta, dimostrano un quoziente intellettivo elevatissimo e fanno insomma praticamente tutto quello che facciamo noi umani (per dir la verità anche molto meglio di noi umani).

Pertanto, allo stesso modo con cui qualcuno pensa che il virus è “indebolito”, “è morto”, “reagisce” etc. la teoria vaccini-variante attribuisce al virus capacità senzienti che ovviamente non hanno alcuna base scientifica.

La teoria sarebbe questa: il virus si moltiplica senza ostacoli. Un bel giorno arrivano i vaccini che riducono i contagi e la possibilità di diffusione del contagio. A questo punto il virus “reagisce” ed “escogita” un sistema per evadere il sistema immunitario e così riesce a fregare il vaccino.

Una versione più romanzata potrebbe essere rappresentata così: i virus si riuniscono, discutono la situazione e votano a maggioranza di mettere in atto delle contromisure.

Nascono così le varianti che evadono il sistema immune.

Una spiegazione senza senso.

Le varianti non nascono a causa dei vaccini ma in conseguenza della diffusione senza controllo del contagio (che i vaccini invece riducono). Ovvero tutto il contrario.

La stessa microbiologia e prima di essa il buonsenso dovrebbe far comprendere quanto questa correlazione non abbia fondamento.

  1. Le mutazioni del codice genetico del virus possono dare origine a varianti
  2. Le mutazioni sono errori di trascrizione del codice genetico
  3. Più eventi di trascrizione più occasioni di errore

Provate anche voi a centrare una lattina di coca-cola ad una distanza di 50 metri con un fucile senza un mirino.

Non è come al Luna Park (dove i metri sono al massimo 3 e dove spesso non riuscirete manco a vincere un paio di cuffie cinesi).

Se non siete un tiratore provetto la possibilità di centrare il bersaglio è molto scarsa.

Solo tirando moltissime volte ci riuscirete (per caso) qualche volta.

Se tirate giù il barattolo (magari a fine giornata) sappiate che quell’evento è come una mutazione.

Ma perchè la mutazione sia in grado di consentire un piccolo vantaggio evolutivo ci vuole altro.

Dovrete centrare il barattolo in un determinato punto. Un piccolo punto.

Ma per dare origine ad una variante ci vuole altro ancora. Ci vogliono più mutazioni in punti particolari.

Dovrete centrare più barattoli in punti precisi.

Per poter sparare con tale precisione potreste impiegarci settimane e settimane, probabilmente mesi.

Dovreste sparare per ore e ore finchè (forse) riuscirete a colpire il barattolo nei punti segnati con un piccolo pennerello.

Il virus, moltiplicandosi senza sosta e senza misure di mitigazione e senza vaccini ha occasioni continue di commettere errori di replicazione.

E alla lunga, con innumerevoli tentativi ci riesce.

Quante varianti pericolose (VOC) abbiamo avuto prima della diffusione dei vaccini su scala mondiale?

Quattro. Alfa, Beta, Gamma e Delta.

Nel giro di 1 anno.

Quante varianti abbiamo avuto dopo che i vaccini hanno cominciato ad essere somministrati in quantità adeguate?

Se parliamo di VOC (Variant of Concern) sono attualmente zero.

Le mutazioni continuano ad avvenire. Ma se la replicazione ed i contagi vengono mantenuti bassi la probabilità che più mutazioni casuali possano portare ad una variante pericolosa diminuiscono.

Come se al tiratore dilettante chiedessero di centrare quella lattina in quei determinati punti dandogli mezzo pomeriggio di tempo.

  1. Li, B. et al. Preprint at medRxiv https://doi.org/10.1101/2021.07.07.21260122 (2021)

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