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“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima”

Albert Einstein

L’Hubei dello Stivale (Parte 76). Luglio 2021: Un po’ di buone notizie (per i vaccinati)

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Ogni giorno escono nuove notizie sui periodici specializzati che spesso vengono ignorate dai grandi mezzi di informazione.

Ne ho selezionate alcune che invece meriterebbero di essere lette. Non tutte sono positive ma alcune molto incoraggianti.

L’ecatombe indiana

Come ampiamente sospettato il numero di decessi della pandemia COVID in India ha determinato un numero di morti 10 volte maggiore rispetto a quanto affermavano i dati ufficiali.

Ne avevamo già parlato come l’apocalisse indiana in un precedente post.

Mentre il Governo del populista Modi dichiara 400.000 decessi, una approfondita ricerca stima il numero di decessi in un range tra 3,4 e 4,9 milioni di morti. Potete scaricare lo studio a questo link.

Il principale autore dello studio, Arvind Subramanian ha riconosciuto “il grande sforzo dei giornalisti indiani e della società civile che hanno registrato senza sosta i decessi forzando i Governatori degli Stati indiani a rilasciare dati affidabili”.

I tentativi di insabbiamento dei veri dati dei decessi per non oscurare la popolarità del Governo indiano è miseramente fallita.

I lockdown: cura peggiore della malattia?

Quante volte avete sentito questa teoria in bocca a politici, Governatori ed esperti economici? “La malattia è stata curata ma il paziente è morto”. “Non si può chiudere tutto”.

E via andare.

In questo articolo del BMJ1 viene sfatato questo mito:

Analizzando i dati di 94 Paesi i ricercatori hanno confrontato i dati dell’eccesso di mortalità in rapporto alla tipologia di restrizioni messe in atto.

I risultati dimostrano come nei Paesi come la Nuova Zelanda e l’Australia non vi è stato alcun eccesso di mortalità nel 2020 rispetto agli anni passati.

Al contrario, in Paesi quali il Brasile, la Svezia, la Russia e negli Stati Uniti (per citare i casi più eclatanti) hanno registrato eccessi di mortalità molto elevati a causa di precise scelte politiche.

Vi ricordate di coloro che propugnavano il modello svedese senza mascherine e restrizioni? Un’altra bufala smontata.

Chi ha agito velocemente e aggressivamente (gli esempi si sprecano nel Sud Est asiatico, in particolare nel Vietnam e in Corea del Sud o a Taiwan) ha registrato un basso numero di decessi.

Anche se i dati sui decessi non oscurano gli effetti negativi del lockdown su economia e salute mentale, va riconosciuto che il beneficio netto è a favore delle misure restrittive che, messe in atto tempestivamente, hanno consentito una ripresa dell’economia più rapida e con minori conseguenze.

Decidere tra lockdown o pandemia è una premessa di per sè distorta, spiegano i ricercatori.

La pandemia esiste indipendentemente dal lockdown. Quest’ultimo ha sicuramente effetti negativi ma non c’è nessuna evidenza scientifica che dimostri che tali conseguenze sono peggiori del lasciar correre il contagio senza controllo. Anzi, le evidenze dimostrano esattamente il contrario.

Effetto nullo della idrossiclorochina sulla carica virale

Ennesimo studio, comparso recentemente su Annals of internal Medicine che smonta (se ce ne fosse ancora bisogno) i deliri taumaturgici sulla idrossiclorochina. Ne ho parlato diffusamente in numerosi post fin dalle prime boiate (poi ritirate ed anche sanzionate) del Dott. Raoult in Francia (marzo 2020) ma riprese e riproposte da Capi di Stato (Trump, Bolsonaro, Modi, Lopez Obrador) e da una vasta umanità di soggetti senza uno straccio di dimostrazioni scientifiche a supporto.

Alcuni di questi soggetti vengono anche invitati a manifestazioni contro il green-pass.

In Piemonte vigono ancora delle linee guida sulla terapia precoce del COVID, fortemente raccomandate dall’Assessore alla Sanità Icardi che contengono le indicazioni a utilizzare l’idrossiclorochina. Tutto ciò contro le raccomandazioni delle organizzazioni scientifiche, dell’OMS, dell’EMA, dell’AIFA e del Ministero della Salute.

L’ultimo studio è questo:

Lo studio non dimostra nessun effetto sulla carica virale neppure per il Remdesivir, ampiamente usato nelle terapie sub-intensive. Il Remdesivir in due studi scientifici ha ottenuto risultato opposti: il WHO Solidarity trial non ha dimostrato nessun effetto sulla malattia mentre l’ACTT (Adaptive COVID-19 Treatment Trial) aveva evidenziato una riduzione dei tempi di degenza ma nessun effetto sulla mortalità.

Dopo tutte le evidenze accumulatesi da 1 anno a questa parte prescrivere o pubblicizzare l’idrossiclorochina è come affermare che i vaccini non funzionano.

Il nostro sistema immunitario ha la memoria “lunga”

Quando è iniziata la campagna vaccinale gli studi pubblicati non potevano dimostrare una duratura risposta immunitaria contro il SARS-CoV-2 in quanto non era passato ancora un tempo sufficiente per verificare questo aspetto.

L’ipotesi era che gli anticorpi potessero persistere per almeno 6 mesi (come per i contagiati) ma il timore era che dovesse essere necessaria un’altra dose di vaccino (e magari una ogni anno) per rendere la protezione efficace nel tempo.

Un recente studio su Nature2 fa invece sperare che la protezione possa essere molto più lunga.

Anche se saranno necessari altri studi di verifica quello che emergerebbe dallo studio è che si potrebbe evitare un’altra dose di richiamo a meno che il SARS-CoV-2 evolva in nuove varianti che possano evadere la risposta immune.

I ricercatori hanno monitorato le cellule presenti nei linfonodi di 14 soggetti vaccinati. I linfonodi sono le nostre “caserme”, sparpagliate in ogni luogo del nostro organismo, dove risiedono i linfociti che hanno il compito di attivare la risposta immunitaria.

Tramite biopsie effettuate in questi linfonodi a cadenze di 4, 5, 7 e 15 settimane è stato possibile identificare i cosiddetti “centri germinali” ovvero l’equivalente dei “campi d’addestramento” per i nostri linfociti dove risiedono le cellule che dovrebbero riconoscere nuove minacce esterne producendo anticorpi e attivando una serie di altre contromisure.

Alla 15a settimana tutti i soggetti reclutati avevano ancora centri germinali attivi con all’interno le cellule specializzate a riconoscere la proteina spike. Anche se lo studio è terminato dopo 15 settimane lo studio non ha evidenziato alcuna riduzione di attività nel tempo ed è verosimile che essa perduri per anni o decenni.

Ciò è dovuto al fatto che in immunologia è noto che centri germinali che persistono per così lungo tempo indicano una risposta immunitaria robusta che culmina nella produzione di un gran numero di cellule B-memoria che sopravvivono per molti anni in modo da poter rispondere allo stesso agente patogeno più volte nel corso della vita.

Questa ricerca supporta un altro lavoro, pubblicato sempre su Nature a luglio 20213 dove è stato dimostrato che nei soggetti convalescenti da SARS-CoV-2 possono essere individuate plasmacellule dormienti in grado di produrre cellule linfocitarie che reagiscono alla proteina Spike.

La base scientifica per vaccinare con una dose di richiamo i soggetti contagiati è quella pertanto di rendere persistente nel tempo la risposta immunitaria.

Ma i vaccini sulla Delta sono efficaci? Ancora una prova a favore

Si, sono efficaci.

L’efficacia però si è ridotta? Si, ma di poco.

Dove trovare queste informazioni? Sul NEJM del 21 luglio:

E’ uno studio caso-controllo basato sullo stato vaccinale di soggetti che sono risultati positivi ad un tampone in UK4. E’ lo studio più recente sulla questione: i vaccini mRNA e AstraZeneca proteggono contro la variante Delta?

La risposta è si ma con un distinguo: la variante Delta ha ridotto sensibilmente l’efficacia del vaccino dopo la prima dose; però dopo la seconda dose la protezione dei vaccini è stata solo leggermente scalfita. Tutti i numeri indicano la percentuale di efficacia mentre tra parentesi viene indicato l’intervallo di confidenza (ovvero di quanto si stima possa variare questa efficacia).

Ad esempio il vaccino Pfizer contro la variante Alfa (quella autunno-invernale) ha una efficacia del 93,7% dopo due dosi (dal 91,6 al 95,3% come margine di incertezza) e passa ad una efficacia dell’88% con la variante Delta.

Astrazeneca invece contro la variante Alfa aveva una efficacia del 74,5% (margine di incertezza da 68,4 a 79,4%) dopo due dosi e passa ad una efficacia del 67% contro la variante Delta (margine di incertezza da 61,3 a 71,8%).

Tutte le varie analisi sono descritte in tabella:

Complessivamente l’efficacia contro i sintomi di COVID-19 dopo due dosi rimane altissima ovvero l’80% (88% per Pfizer e 67% per AstraZeneca).

Cosa è cambiato da pochi mesi fa ad oggi? L’aspetto più rilevante è la minore efficacia dopo la prima dose. Ma il ciclo vaccinale consiste sempre di due dosi eccetto casi particolari (pregressa malattia o vaccini monodose). Ed i vaccini funzionano pertanto molto bene anche contro la variante Delta.

Il crollo della aspettativa di vita negli USA

Una caduta verticale definita “catastrofica” dal CDC di Atlanta. Nel 2020 l’aspettativa di vita negli USA si è ridotta di 1,5 anni e si assesta ora a 77 anni e 4 mesi.

E’ il più pesante calo dalla Seconda Guerra Mondiale.

Solo nel 2020 vi sono stati 3 milioni e 300 mila morti. Mai nella storia degli Stati Uniti vi era stato un numero di decessi così alto.

Il calo della aspettativa di vita della seconda guerra mondiale fu 3 volte superiore in quanto morirono molti giovani (con molti anni di vita futuri andati in fumo). Invece nel 2020 l’80% dei morti di COVID negli USA ha riguardato persone con più di 65 anni.

Durante l’influenza “spagnola” (1917-1919) al gran numero di decessi di giovani soldati si aggiunse il fatto che l’influenza era più letale tra le giovani generazioni e vi fu un crollo verticale della speranza di vita.

Il calo della aspettativa di vita nel 2020 negli USA non è stata identica tra sessi e fasce sociali:

  • il calo è stato di 2 anni per gli uomini e di 1 anno per le donne
  • il calo per l’americano bianco è stato di 14 mesi mentre per neri e ispanici è stata di 3 anni

La differenza con le minoranze etniche è presto spiegata: minore accesso alle cure, condizioni di vita con maggiore sovraffollamento e necessità economiche che hanno costretto a lavorare anche durante i periodi più critici.

L’aspettativa di un nero americano è ora di 71 anni e 10 mesi. Una differenza abissale con il compatriota bianco.

Singolarmente invece gli ispanici erano quelli con una aspettativa più lunga anche dei bianchi ma il calo della loro aspettativa di vita è stato il più rilevante.

Azitromicina sul COVID: nessun effetto

L’azitromicina ha svolto il ruolo di paggetta della idrossiclorochina. Non è mai servita a nulla ma di scatole di azitromicina ne sono state prescritte e consumate a quintalate.

Magnificata da Trump e da altri soggetti ciechi e sordi alle evidenze scientifiche ha determinato solamente ulteriori resistenze agli antibiotici da parte dei batteri.

Uno degli ultimi studi dimostra la totale inefficacia nei pazienti ambulatoriali (JAMA 16 luglio5).

Per chi continua a prescrivere e raccomandare azitromicina e/o idrossiclorochina questo studio è sicuramente opera di una cospirazione dei 7 Saggi di Sion:

Perchè la Delta è così temibile?

La variante Delta si diffonde a velocità doppia rispetto ai ceppi presenti durante la prima e la seconda ondata. Come mai?

Se lo sono chiesto anche alcuni ricercatori cinesi. In un articolo che trovate qui in pre-print e che trovate riassunto su Nature6 viene descritto come i soggetti contagiati con variante Delta abbiano cariche virali elevatissime, fino a 1.260 volte maggiori rispetto alla infezione dei mesi di marzo-aprile 2020.

Questa altissima carica virale spiega anche perchè in media il coronavirus fosse rilevabile in media dopo soli 4 giorni dalla esposizione contro i 6 giorni del ceppo del 2020.

Un altro aspetto che già era stato evidenziato in India è che vi sono molti più giovani che finiscono in ospedale.

Alte cariche virali sono troppo anche per sistemi immunitari ben più solidi di quelli delgli anziani.

La velocità di diffusione, le alte cariche virali e la minore incubazione creano grossi problemi nel tracciamento tempestivo dei casi.

Nella disgrazia della pandemia siamo stati doppiamente fortunati:

  • A contrastare la Delta ci sono vaccini efficaci
  • Se la Delta fosse stato il ceppo iniziale avremmo avuto un numero di morti enormemente superiore, una diffusione già evidente a fine 2019 e un lockdown molto più lungo.

Tutto ciò che leggi è giustamente gratis. Se ritieni che queste informazioni meritino un piccolo contributo grazie!.


  1. Meyerowitz-Katz G, Bhatt S, Ratmann O, et al Is the cure really worse than the disease? The health impacts of lockdowns during COVID-19 BMJ Global Health 2021;6:e006653.
  2. Turner JS, O’Halloran JA, Kalaidina E, Kim W, Schmitz AJ, Zhou JQ, Lei T, Thapa M, Chen RE, Case JB, Amanat F, Rauseo AM, Haile A, Xie X, Klebert MK, Suessen T, Middleton WD, Shi PY, Krammer F, Teefey SA, Diamond MS, Presti RM, Ellebedy AH. SARS-CoV-2 mRNA vaccines induce persistent human germinal centre responses. Nature. 2021 Jun 28. doi: 10.1038/s41586-021-03738-2. Epub ahead of print. PMID: 34182569.
  3. Turner JS, Kim W, Kalaidina E, Goss CW, Rauseo AM, Schmitz AJ, Hansen L, Haile A, Klebert MK, Pusic I, O’Halloran JA, Presti RM, Ellebedy AH. SARS-CoV-2 infection induces long-lived bone marrow plasma cells in humans. Nature. 2021 Jul;595(7867):421-425. doi: 10.1038/s41586-021-03647-4. Epub 2021 May 24. PMID: 34030176.
  4. Lopez Bernal J, Andrews N, Gower C, Gallagher E, Simmons R, Thelwall S, Stowe J, Tessier E, Groves N, Dabrera G, Myers R, Campbell CNJ, Amirthalingam G, Edmunds M, Zambon M, Brown KE, Hopkins S, Chand M, Ramsay M. Effectiveness of Covid-19 Vaccines against the B.1.617.2 (Delta) Variant. N Engl J Med. 2021 Jul 21. doi: 10.1056/NEJMoa2108891. Epub ahead of print. PMID: 34289274.
  5. Oldenburg CE, Pinsky BA, Brogdon J, et al. Effect of Oral Azithromycin vs Placebo on COVID-19 Symptoms in Outpatients With SARS-CoV-2 Infection: A Randomized Clinical Trial. JAMA. Published online July 16, 2021. doi:10.1001/jama.2021.11517
  6. Reardon, Sara. 2021. «How the Delta Variant Achieves Its Ultrafast Spread». Nature, luglio. https://doi.org/10/gmbkcs.

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