L’Hubei dello Stivale (Parte 61) – Medici che odiano la scienza (terza e ultima parte).

(Continua dalla parte 60)

Decine di articoli scientifici e decine di migliaia di pazienti reclutati in trials clinici randomizzati hanno dimostrato che l’idrossiclorochina non ha alcuna utilità per i pazienti COVID ricoverati in ospedale, nè per i pazienti gravi, nè per quelli con manifestazioni lievi o moderate, nè per prevenire la patologia dopo esposizione a rischio. Ma non serve neppure per “prevenire” il COVID-19 in soggetti sani.

Quindi:

  • Non riduce la mortalità
  • Non riduce il numero di ricoveri ospedalieri
  • Non riduce le positività ai tamponi molecolari
  • Non riduce la carica virale

Ma di certo si sa che aumenta le reazioni avverse.

Questa in estrema sintesi la linea guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità pubblicata recentemente sul BMJ1 (2 marzo 2021):

Affonda (per inciso) anche l’ipotesi della idrossiclorochina come farmacoprevenzione (la prendo per evitare di contrarre il COVID-19).

La WHO raccomanda inoltre di cessare qualsiasi trial nuovo riguardante questo farmaco in quanto le evidenze sono ormai certe.

Sebbene io sia invece certo che l’Assessore Icardi non sappia neppure cosa sia la Cochrane Collaboration aggiungo ugualmente un link che lui e i suoi cattivi consiglieri potrebbero studiarsi.

Si tratta di una revisione sistematica che ha incluso 14 studi rilevanti sull’argomento pubblicata il 12 febbraio 2021:

  • 12 studi in cui si sono trattati 8.569 pazienti adulti con il COVID-19;
  • 2 studi in cui si sono trattati 3.346 adulti esposti alla infezione ma ancora asintomatici

I risultati sono tutti negativi.

I personaggi della saga piemontese

L’ostinazione asinina con la quale l’Assessore insiste a diffondere notizie false e pericolose sulla idrossiclorochina è direttamente proporzionale alla sua ignoranza sull’argomento.

Icardi aveva già fatto fuoco e fiamme a luglio 2020 facendo visita alla sede dell’AIFA per insistere sull’utilizzo “off label” del farmaco miracoloso. L’AIFA, come tutti i regolatori del farmaco nazionali, aveva infatti eliminato la possibilità di prescriverla per il COVID-19. Le evidenze davano il farmaco già per spacciato.

Ma lui, insisteva per un utilizzo speciale, al di fuori degli ambiti di prescrivibilità.

L’AIFA rispondeva picche e con nota del 22 luglio 2020 sospendeva l’autorizzazione all’utilizzo anche off label della idrossiclorochina per il trattamento del COVID-19 al di fuori degli studi clinici.

E quindi, ovviamente, cosa si fa in Italia?

Il ricorso al TAR dei 44 gatti dell’idrossiclorochina

E’ arcinoto che i giudici non capiscono un granchè di questioni riguardanti l’efficacia di farmaci e terapie e sulle evidenze scientifiche in generale.

Ne sono dimostrazione le sentenze sulla terapia Di Bella e, pochi anni fa, quelle sulla terapia Vannoni.

Su questi argomenti in questi ultimi anni i TAR e i Tribunali hanno dato il peggio.

Nel 1997 fu addirittura un Pretore del Lavoro (Carlo Madaro) in quel di Maglie (Puglia) a firmare un provvedimento d’urgenza con il quale ordinava alla Asl locale di fornire la cura Di Bella gratuitamente nonostante i precedenti pareri negativi della Commissione unica del farmaco e del Consiglio superiore di sanità.

Sull’onda della popolarità il Pretore di Maglie si candidò anche alle elezione europee (e fu per fortuna sonoramente trombato).

In un articolo della Stampa di qualche anno fa si rimarcava il fatto che sulla terapia Vannoni l’autorizzazione o il diniego da parte della magistratura ad utilizzare questa terapia-truffa era esattamente 50-50.

Come tirare in aria una moneta.

Il TAR del Lazio con ordinanza n. 7069 del 16 novembre 2020 aveva rigettato il ricorso dei fanatici della idrossiclorochina (44 medici di medicina generale).

Ma gli appellanti ovviamente resistono e ricorrono al Consiglio di Stato.

A dicembre 2020 il Consiglio di Stato, contro il parere di AIFA, dà ragione alla combattiva masnáda.

Vi risparmio la lunga “pippa” giuridica di 36 pagine della ordinanza del TAR che a pagina 16 ha il coraggio di affermare:

la questione che questo Collegio è chiamato ad esaminare è se il divieto di utilizzare off label l’idrossiclorochina per la cura del Sars-CoV-2, in quanto farmaco ritenuto non efficace e non sicuro anche per i pazienti con stadio di malattia meno avanzata, abbia un solido fondamento scientifico, come assume AIFA, pur sulla base delle limitate evidenze allo stato disponibili.

Limitate saranno le vostre conoscenze, cari i miei giudici.

Gli articoli che dimostravano l’inefficacia della idrossiclorochina, in particolare per la prevenzione e nella cura a casa del COVID-19, sono usciti sulle riviste scientifiche ben prima che sprecaste il vostro tempo su questo dilemma giuridico.

Ad ogni modo il Consiglio di Stato “storpia” letteralmente le evidenze scientifiche già solidissime affermando la possibilità di:

… prescrivere l’idrossiclorochina ai pazienti affetti da SARS-CoV-2 nei primi giorni dall’esordio dei sintomi, in dosi non elevate, e in assenza di particolari controindicazioni o effetti collaterali per il singolo paziente.

Di Bella e Vannoni applaudono.

Ora possiamo consultare il TAR oltre che Uptodate e Dynamed per applicare i protocolli terapeutici.

Senza considerare il fatto che le sentenze non vanno proprio d’accordo con la continua evoluzione della scienza medica. La scienza ipotizza, sperimenta, valuta e cònfuta riproponendo nuove ipotesi.

I giudizi sentenziano.

Nei Paesi evoluti c’è la “medicina basata sulle evidenze”.

In Italia abbiamo la “medicina basata sulle sentenze”.

Bòria incontrollabile del “Genesio della lampada”

Genesio Icardi dopo la sentenza è incontenibile e màcina comunicati stampa. Invia addirittura una lettera ai Direttori Generali, ai Direttori di Distretto, alle USCA, ai medici di Medicina Generale.

Preso dall’entusiasmo la missiva è indirizzata anche ai Pediatri di Libera Scelta.

Il Genesio vorrebbe dare l’idrossiclorochina a tutti: lattanti, infanti, bambini in età prepuberale.

Si dimentica dei veterinari. Gatti, Cani e Porci protestano vibratamente e ricorrono al Consiglio di Stato della Fattoria degli animali.

Ecco pertanto la ricetta del grande Genesio: idrossiclorochina e vitamina D.

I giornali (soprattutto in Provincia) esaltano le proprietà taumaturgiche dell’assessore guaritore: anche quando il “Genesio della lampada” non potrà essere presente al domicilio del malato imponendo le sue mani, un medico pietoso porterà a casa sua i farmaci che risolveranno tutti i suoi sintomi, gli eviteranno il ricovero, gli incrementeranno il calcio nelle ossa e gli allungheranno la vita a sufficienza per poter votare il suo salvatore alle prossime elezioni.

Ecco un panorama delle pubblicazioni scientifiche del Guaritore:

Altro che JAMA, NEJM, BMJ, Annals, Nature e Science.

Questa è roba da impact factor stellare!

Anche il Corriere della sera (pagine di Torino) dà notizia della fantastica notizia riportando però una voce discorde:

Burioni sbaglia e sono totalmente in disaccordo con lui. Innanzitutto i farmaci vanno smaltiti negli appositi contenitori.

In secondo luogo se proprio non ne avete uno a portata di mano almeno tirate l’acqua!

Ma il gruppo della Lega con il (Prof.) Stecco (ahimè, docente universitario) e presidente della Commissione Sanità della Regione (Oddio!) replica con una pubblicazione su una rivista internazionale in cui esplicita i risultati ottenuti con un titolo adeguato al livello accademico raggiunto:

Gli studi nell’alessandrino. Mai verificati

C’è un gruppo di medici di medicina generale nell’acquese-ovadese (provincia di Alessandria) particolarmente agguerrito, a capo della quale c’è una oncologa, Paola Varese, la quale sostiene che, al di fuori di qualsiasi verifica metodologica, l’idrossiclorochina funzioni (stesso articolo del Corriere):

Madonna mia, un risultato fantastico. Quindi mi sono precipitato a cercare le pubblicazioni di questo genio della terapia contro il COVID-19. Risultati del genere non possono che meritare una pubblicazione.

Oltretutto la Dott.ssa Varese sa pubblicare (nel 2020 è uscito un suo articolo sulla perdita di gusto e olfatto nel COVID2) ma cercando le sue numerose pubblicazioni sulla idrossiclorochina:

Peccato.

  • Ma questi 340 pazienti come sono stati reclutati?
  • C’era un gruppo di controllo?
  • Lo studio era in singolo o doppio cieco?
  • Come è stata effettuata la randomizzazione?
  • Era prevista una stratificazione dei fattori confondenti?
  • Statisticamente cosa avete usato per stabilire l’efficacia: odds ratio, distribuzione poissoniana o altro?
  • Quali endpoints sono stati determinati a priori?
  • Che tipo di analisi esplorative erano state dichiarate ex ante?
  • Qual era la potenza dello studio?
  • Che obiettivo primario si prefiggeva lo studio?
  • Quale livello di significatività era stato impostato?
  • L’analisi statistica era a una o due code?
  • L’analisi era intention to treat o per protocol?
  • Avete utilizzato intervalli di confidenza o quelli bayesiani di credibilità?
  • Il consenso informato?

Se la Dott.ssa Novara ha dei dubbi chieda al Santone della idrossiclorochina (il Genesio) che in un attimo eliminerà questi incubi metodologici con un comunicato stampa ad cazzum canis.

L’enclave novarese del dott. Garavelli

Un altro sostenitore agguerrito della terapia con idrossiclorochina si trova in quel di Novara dove il Garavelli esercita come direttore del reparto malattie infettive dell’Ospedale Maggiore. Ad inquietare non è solo la posizione del Garavelli sulla idrossiclorochina ma anche altre sue dichiarazioni veramente singolari. In questo post del notissimo quotidiano Alessandria oggi egli afferma (25 febbraio 2021):

“Per favore, non chiamateli vaccini: sono terapie geniche sperimentali, e non è detto che bastino a neutralizzare un virus Rna, difficilissimo da “inseguire” proprio perché mutante. Ma soprattutto: perché dannarsi tanto per questi controversi non-vaccini, quando ormai è assodato che per ridurre la minaccia Covid sono più che sufficienti le cure precoci da somministrare ai primi sintomi, lasciando i pazienti a casa ed evitando quindi la corsa agli ospedali”?

Anche le ambulanze dovrebbero inseguire questi “mutanti” del ragionamento scientifico per trattamenti d’urgenza.

Altra chicca:

“Ormai, del Sars-Cov-2 si conosce quasi tutto, inclusa l’inefficacia dei lockdown”.

Si, giusto. Era la stessa teoria di Boris Johnson. Finchè non gli hanno messo un casco CPAP in testa non solo perchè stava per tirare le cuoia ma perchè smettesse per un po’ di dire cazzate.

E ancora:

“Quelli ora disponibili per tentare di immunizzarsi dal Covid – dice Garavelli – sono tutti a base di mRna: difficile definirli vaccini: forse è più corretto denominarli terapie geniche.

Quindi vogliono modificarci, trasformarci in calamari giganti come nel film “District 9”?

Poi una notevole presa di posizione sul “vaccino di Stato” e l’acquisto in proprio (?):

mi chiedo perché si debba fare il piano vaccinale imposto dalle autorità, direi il vaccino di Stato, e non consentirne invece la libera scelta, sotto la guida di medici esperti, magari con un acquisto in proprio.

Ottima idea. Vai dal droghiere fronte casa e ordini una scatola di pelati (rigorosamente “Cirio”) e uno dei vaccini esposti in vetrina.

Il Garavelli ha goduto anche di una discreta pubblicità mediatica anche su alcuni giornali, quale Panorama, che a novembre raccoglieva 15.000 firme in una petizione per l’idrossiclorochina:

Perchè ovviamente oltre alle sentenze esiste la medicina basata sul “furor di popolo”.

Ma Garavelli non si limita alla idrossiclorochina. Esiste un altro farmaco: l’ivermectina che viene citato anche nel convegno di Salvini:

Anche questo farmaco (che si usa principalmente per curare i pidocchi e i vermi, si, proprio i vermi) è stato recentissimamente smontato su JAMA3 (fornisco a Garavelli il link). Si tratta dell’ennesima terapia che ha avuto una parabola simile a quella della idrossiclorochina.

La terapia dei sovranisti e degli antisistema

C’è un aspetto tutto politico dietro a questa follia della idrossiclorochina. Da tempo la Lega di Salvini aveva preso di mira il governo dei lockdown (il Governo giallorosso di Conte). Ecco una sintesi del pensiero Salvini-Siri:

il terrorismo a reti unificate non svuota gli ospedali ma li riempie

(n.d.r.: Moltissimi pazienti hanno contratto il COVID guardando il TG1 delle 20. Pare che il TG3 sia particolarmente virulento).

queste proposte terapeutiche vengono offerte grazie alla collaborazione di medici che curano i pazienti, non con quelli che passano il loro tempo in Tv o che si limitano a fare ricerca soltanto sui libri

(n.d.r: Libri e Salvini la lotta è dura: è un atto contro natura).

Anche il pensiero del Senatore Siri era cristallino:

Queste cure potrebbero evitare l’affollamento degli ospedali. L’Idrossiclorochina funziona all’inizio della malattia, con sintomi precoci.

(n.d.r.: lo dice Siri, è parola del Signore)

Infine:

Per qualcuno la ricetta è chiudere, per noi la soluzione è curare. Qualcuno vede un’Italia rinchiusa, impaurita e malata, noi la preferiamo laboriosa, sorridente e curata

(n.d.r.: l’idrossiclorochina vi cura, vi fa lavorare, vi fa sorridere e forse, colorandola di blu, vi fa pure trombare come i mandrilli del Borneo).

Pertanto l’attacco a tutto campo era ideale per aggiungerci un pizzico di narrazione complottista secondo la quale il Governo, l’AIFA ed i poteri forti impedivano alle masse di guarire a casa con una pillolina magica.

Il 3 novembre 2020 presso l’aula “Caduti di Nassirya” del Senato il senatore Salvini e il senatore Siri organizzano una conferenza stampa dal titolo: “COVID-19 strategie per affrontare le pandemie”.

Salvini, indossa la mascherina pro-Trump. La qual cosa, fa già calare sul consesso una atmosfera di combriccola carnascialesca.

Ma d’altronde Trump è stato da subito un fautore del farmaco miracoloso. Lui ci ha visto subito lungo. Finchè lo hanno quasi intubato al Reed Hospital di Washington (malgrado, per parola sua, assumesse l’idrossiclorochina).

Conferenza stampa sulle soluzioni della Lega alla pandemia

L’intervento di Garavelli inizia al minuto 12’ e si prolunga fino al minuto 16’33’’.

Le affermazioni sulla efficacia della idrossiclorochina sono il pezzo forte. Vi sono “tantissimi, tantissimi pazienti che stanno bene”. Ricoveri evitati, risultati strabilianti e tutto il corollario che vi evito (sentite voi stessi).

Garavelli mette ovviamente le mani avanti affermando che nessuno ha voluto pubblicare i suoi articoli (ecco! il “gomblotto”!) ma che le evidenze ci sono e sono inoppugnabili.

Garavelli aggiunge che gli effetti collaterali cardiaci della idrossiclorochina sono in realtà dovuti al COVID-19 (il che è falso; gli effetti cardiotossici della idrossiclorochina sono stranoti in letteratura – vedere nota EMA del 23 aprile 2020).

La Lega ha portato avanti questa narrazione antiscientifica per mesi grazie a queste teste…di ponte e a burattini come Icardi. Il “Genesio” della lampada, non poteva sottrarsi a questa congèrie di affermazioni non verificabili e non veritiere.

Le linee guida della Regione Piemonte espongono a denunce contro i medici

Le linee guida tanto decantate dall’assessore nel comunicato della Regione Piemonte sono, per i medici che la prescrivono, un grosso rischio.

Le linee guida non dicono di usare l’idrossiclorochina a domicilio. Se fossi al posto dei Medici di Medicina Generale ne eviterei la prescrizione. Perchè la linea guida è in realtà un “trappolone”. Il medico prescrittore deve far firmare un consenso informato che solo un incapace di intendere e volere potrebbe firmare.

Nel consenso viene riportata sinteticamente la posizione dell’AIFA (sono ben 11 righe):

Alla luce delle evidenze che si sono progressivamente accumulate nell’uso terapeutico su pazienti ricoverati e che dimostrano la completa mancanza di efficacia a fronte di un aumento di eventi avversi, seppur non gravi, AIFA non raccomanda l’utilizzo dell’idrossiclorochina nei pazienti con COVID-19 in ospedale

Poi:

Nei pazienti – prosegue AIFA – con infezione da Sars-Cov-2 gestiti a domicilio, di bassa gravità e nelle fasi iniziali della malattia, esistono evidenze più limitate che dimostrano la mancanza di efficacia a fronte di un aumento degli eventi avversi, seppur non gravi, pertanto AIFA non raccomanda l’utilizzo dell’idrossiclorochina

Le evidenze, al momento della posizione dell’AIFA erano “limitate”. Oggi sono invece assai corpose. Ma colpevolmente la linea guida le omette a piè pari. Il consenso informato è pertanto parziale ed ingannevole.

Infine il consenso continua con una scheda riportante tutti gli effetti collaterali.

Alla fine il povero paziente, dovrebbe firmare:

  • di essere stato/a informato/a sugli scopi, le procedure, la durata di questo approccio terapeutico sui possibili vantaggi ed inconvenienti accettando di aderire;
  • che gli è stato fornito un riassunto delle informazioni relative alle caratteristiche della terapia, di aver potuto discutere tali spiegazioni, di aver potuto porre tutte le domande che ho ritenuto necessarie e di aver ricevuto in merito risposte soddisfacenti;

Un paziente buggerato e male informato. Un consenso non informato. Nessun medico ad oggi dovrebbe rischiare di prendersi una denuncia prescrivendo un farmaco inefficace con un consenso ottenuto con l’inganno delle evidenze.

Bhe, non proprio nessun medico. Qualcuno la denuncia se la meriterebbe.

Che fine ha fatto Raoult?

L’infettivologo di Marsiglia da cui tutto iniziò è stato denunciato ad una commissione disciplinare dell’Ordine professionale da 500 medici francesi appartenenti al France’s Infectious Diseases Society (SPILF) in quanto ha infranto nove articoli del codice etico.

In seguito a queste accuse e alla sconsideratezza del suo studio sulla idrossiclorochina e azitromicina del 2020, Raoult ha dovuto pubblicare (insieme ai coautori del primo articolo) una auto-reprimenda sulla rivista International journal of antimicrobial agents4.

Altre “chicche” su questo “clorocretino” e l’uso truffaldino delle sue amicizie con alcuni editori che pubblicavano a mitraglia i suoi articoli (fino a un terzo di tutti gli articoli della rivista) li trovate qui:

Il filosofo liberale Raphaël Enthoven diede una definizione perfetta di Raoult: un ciarlatano. Sorpreso dalla durezza dell’appellativo un giornalisto gli chiese il perchè:

“Chiamo ciarlatano un tipo che pensa di essere un indovino, che a febbraio 2020 predice la fine di una pandemia, anche se non sa nulla di questa pandemia, che vende una molecola che non funziona, o se volete funziona come una pastiglia Valda, che disturba la ricerca e rifiuta il metodo scientifico. La sua è una negazione della scienza travestita da difesa della scienza. Crede di essere Dio, sventola i suoi diplomi per mostrare che ha ragione e fa della scienza una questione di sondaggi. Sì, è un ciarlatano”

Adattatela ad altri se vi aggrada.

Gli ignavi

C’è un capitolo finale che riguarda quelli che sono stati a guardare e a tollerare.

Coloro che non hanno informato correttamente avendo il dovere istituzionale di farlo. Tra questi:

  • l’infettivologo Di Perri che si è ben guardato di allinearsi sulla linea della comunità scientifica per non perdere il suo ruolo guida al DIRMEI sia presente che probabilmente futuro (magari nella nascitura Azienda zero?).
  • Il Dott. Venesia, segretario regionale FIMMG Piemonte che ovviamente non vuole inimicarsi i MMG “clorochinari”.
  • Coloro che dovrebbero tutelare i cittadini rifacendosi agli articoli del codice di deontologia medica che propugnano la appropriatezza delle cure e le evidenze scientifiche (leggasi: Ordine dei Medici);
  • L’Università tutta, che sacrifica la scienza a melmose convenienze politiche. Pilato è stato un buon maestro.

Coloro che semplicemente non si aggiornano e seguono il primo pifferaio che passa.

L’elenco è troppo lungo.

Meglio metterla sul dantesco:

Non ragioniam di lor, ma guarda e passa (Inf. III, 51).

Dott. Gallone
Segretario Organizzativo Nazionale ANAAO ASSOMED
Presidente Fondazione Pietro Paci


  1. Lamontagne F, Agoritsas T, Siemieniuk R, Rochwerg B, Bartoszko J, Askie L et al. A living WHO guideline on drugs to prevent covid-19 BMJ 2021; 372 :n526 doi:10.1136/bmj.n526
  2. De Maria A, Varese P, Dentone C, Barisione E, Bassetti M. High prevalence of olfactory and taste disorder during SARS-CoV-2 infection in outpatients. J Med Virol. 2020 Nov;92(11):2310-2311. doi: 10.1002/jmv.25995. Epub 2020 May 17. PMID: 32383174; PMCID: PMC7267314.
  3. López-Medina E, López P, Hurtado IC, et al. Effect of Ivermectin on Time to Resolution of Symptoms Among Adults With Mild COVID-19: A Randomized Clinical Trial. JAMA. Published online March 04, 2021. doi:10.1001/jama.2021.3071
  4. Gautret, P., Lagier, J. C., Honoré, S., Hoang, V. T., & Raoult, D. (2021). Clinical efficacy and safety profile of hydroxychloroquine and azithromycin against COVID-19. International journal of antimicrobial agents57(1), 106242. https://doi.org/10.1016/j.ijantimicag.2020.106242

21 risposte

  1. Lorenzo Varetto ha detto:

    Fantastico!

  2. Giuseppe Lauria ha detto:

    Grazie sia come professionista che come cittadino

  3. Claudio ha detto:

    La parola chiave nel caso della idrossiclorochina (HCQ) è “early treatment”. Purtroppo tutti gli studi che giudicano inefficace la HCQ non considerano l’early treatment. Ma su PubMed ci sono studi (pochi purtroppo) che hanno osservato benefici quando HCQ è somministrata early.
    Prodromos C, Rumschlag T. Hydroxychloroquine is effective, and consistently so when provided early, for COVID-19: a systematic review. New Microbes New Infect. 2020 Nov;38:100776. doi: 10.1016/j.nmni.2020.100776. Epub 2020 Oct 5. PMID: 33042552; PMCID: PMC7534595.
    Million M, et al. Early treatment of COVID-19 patients with hydroxychloroquine and azithromycin: A retrospective analysis of 1061 cases in Marseille, France. Travel Med Infect Dis. 2020 May-Jun;35:101738. doi: 10.1016/j.tmaid.2020.101738. Epub 2020 May 5. PMID: 32387409; PMCID: PMC7199729.

    • Gabriele Gallone ha detto:

      Buongiorno,
      a mio parere si è perso qualche articolo che smentisce la teoria del trattamento precoce. Escludo a priori studi retrospettivi e osservazionali che non rappresentano lo standard più alto della sperimentazione. Trials clinici randomizzati e meta-analisi di RCT invece lo sono. Per quanto riguarda lo studio di Marsiglia, oltre ad essere retrospettivo e quindi soggetto a molti bias non le sarà sfuggito che si tratta di un lavoro vecchio di 1 anno il cui ultimo autore (Didier Raoult) è colui che ha pubblicato uno studio “farlocco” ed è stato sottoposto a procedimento disciplinare in quanto denunciato da oltre 500 medici infettivologi francesi. Oltre a commistioni editoriali decisamente irregolari Didier Raoult ha pubblicato un articolo in cui si cosparge il capo dicenere (febbraio 2021) affermando che l’idrossiclorochina non funziona (veda questo post, il 61).
      Gli studi RCT effettuati (che allego qui sotto ma che ritrova nel medesimo post che evidentemente non ha letto con attenzione) sono stati effettuati come “early treatment” dopo contatto stretto (PoEx) e addirittura in un caso come PrEP (preesposizione) a scopo preventivo. La qualità degli studi è altissima, il metodo statistico ineccepibile. I risultati non evidenziano nessuna differenza significativa ma solo un maggior numeri di effetti collaterali nel braccio HCQ. Se li leggerà potrà convincersi.
      Se non li leggerà è prevenuto.
      Se li leggerà e non si convincerà è affetto dal noto fenomeno del “confirmation bias” già descritto dal filosofo Bacone.
      Io sono aperto a qualsiasi confutazione.
      Mi trovi non uno ma qualche RCT che evidenzi risultati opposti e sarò pronto a ricredermi.
      Se restiamo sul livello degli studi osservazionali, degli studi retrospettivi e sull’anedottica deve ripassarsi la piramide delle evidenze scientifiche.
      L’anedottica e “l’ho visto io” sta al livello più basso delle evidenze.
      Gli studi retrospettivi sono esposti a molti bias come gli studi osservazionali.
      Consiglio i saggi di Rothman, Cochrane, Peto insomma tutti quelli che hanno fatto della epidemiologia clinica una scienza.
      Io sto dalla parte della WHO e di coloro che hanno un bagaglio di esperienza decisamente superiore alla media e che confermano l’assenza di efficacia.
      Buona lettura

      Barnabas, Ruanne V., Elizabeth R. Brown, Anna Bershteyn, Helen C. Stankiewicz Karita, Christine Johnston, Lorna E. Thorpe, Angelica Kottkamp, et al. 2020. ‘Hydroxychloroquine as Postexposure Prophylaxis to Prevent Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 Infection: A Randomized Trial’. Annals of Internal Medicine, December, M20-6519. https://doi.org/10/gh6tfg.
      Boulware, David R., Matthew F. Pullen, Ananta S. Bangdiwala, Katelyn A. Pastick, Sarah M. Lofgren, Elizabeth C. Okafor, Caleb P. Skipper, et al. 2020. ‘A Randomized Trial of Hydroxychloroquine as Postexposure Prophylaxis for Covid-19’. New England Journal of Medicine 383 (6): 517–25. https://doi.org/10/dxkv. ↩
      Mitjà, Oriol, Marc Corbacho-Monné, Maria Ubals, Andrea Alemany, Clara Suñer, Cristian Tebé, Aurelio Tobias, et al. 2020. ‘A Cluster-Randomized Trial of Hydroxychloroquine for Prevention of Covid-19’. New England Journal of Medicine, November. https://doi.org/10/ghmbq5. ↩

      • claudio ha detto:

        non riesco a leggere tutto perchè il lavoro mi tiene occupato… la invidio molto per tutto il tempo libero che ha da dedicare alla lettura approfondita della letteratura scientifica

        • Gabriele Gallone ha detto:

          Guardi che io non me la gratto mica. Mi sto facendo la terza ondata come tutti. Il tempo lo trovo sia nei weekend che la sera o durante le notti. È questione di abitudine

  4. Giuseppe De Intinis ha detto:

    È sempre un piacere leggerti,invecchiando migliori come i grandi vini

  5. Paolo Lantero ha detto:

    Buona sera. Sono Paolo Lantero Sindaco di Ovada, dove la Dottoressa Varese opera da decine di anni. Paola Varese si dedica con professionalità, competenza ed impegno per la nostra comunità. Fece una scelta di non andarsene dal nostro Ospedale, pur rinunciando a una carriera certamente maggiore. Non ha mai fatto un’ora di “studio privato”, ma la potrete trovare giorno e notte nell’ospedale a disposizione di tutti. Io credo che “scanzonare” sia facile, stare sui territori (soprattutto di periferia) un po’ più impegnativo. Non entro naturalmente nella discussione tecnica essendo io assolutamnete incompetente, credo però che ogni questione di posizionamento (anche scientifico), qualora non si condivida, vada messa in discussione con maggior rispetto. La invito ad Ovada, per conoscere la nostra realtà e quanto la Dott. Varese ha saputo costruire per la nostra comunità. Distinti saluti.

    • Gabriele Gallone ha detto:

      Buona sera Sig. Sindaco,
      Le capacità della Dottoressa nel suo campo non sono in discussione in quanto sarebbe lesivo della sua professionalità ed io non ho alcun elemento per metterle in dubbio. Le affermazioni della Dott.ssa Novara sulla idrossiclorochina sono invece assai questionabili dato che vanno contro le evidenze scientifiche internazionali ed inoltre non sono corroborate da alcuna pubblicazione che possa essere valutata criticamente. Una cosa è canzonare un’altra è la critica del metodo. Il Prof. Burioni è stato decisamente più “tranchant” sull’argomento. Io sostengo semplicemente le mie opinioni sulla base di pubblicazioni scientifiche e non su dichiarazioni ai giornali. La attività della Dott.ssa Novara nella vostra comunità non sono in discussione e sono certo certo che sono state frutto di anni di passione e sacrifici. La critica su argomenti scientifici non ha nulla a che fare con tali attività

  6. Giuliana Ferfoglia ha detto:

    Caro Gabriele , grazie per la puntuale e rigorosa sintesi scientifica sulla pandemia che hai portato avanti nell’ultimo anno corredata da qualche commento ironico che smorzava critiche anche feroci a istituzioni e politici , sempre basate sull’ “ evidenza” . Spero che tu possa / voglia continuare a pubblicare le tue riflessioni.

    • Gabriele Gallone ha detto:

      Ciao Giuliana,
      ti ringrazio per l’apprezzamento. Ho iniziato l’anno scorso in piena prima ondata scrivendo di notte e usandola come valvola di sfogo e non avrei mai creduto di essere ancora qui (sempre di notte) e dopo 60 puntate a guerreggiare con la terza. Non ho intenzione di smettere ora a meno di mettermi a fare il pasticcere come un nostro collega chirurgo. La verità fa male per chi vuole portare avanti narrative “incredibili”. Icardi l’altro ieri ha postato un’articolo dove affermava che con il protocollo della idrossiclorochina e l’USCA avrebbe “svuotato” le corsie. Se le corsie saranno ancora stracolme la colpa sarà nostra: dovevamo prescrivere più idrossiclorochina e vitamina D. Ciao GG

  7. mario ha detto:

    Ciao Gabriele,
    tanti anni fa hai incominciato con me ad affrontare il tema della sperimentazione clinica e lo hai fatto con rigore, dimostrando fin dal principio una grande capacità di analisi. Ho ancora il rammarico (e la responsabilità) che tu sia stato solo citato nei ringraziamenti per la collaborazione in un articolo, e non in una posizione di rilievo fra gli autori visto che il lavoro lo avevi fatto tutto tu (uno studente fra i parrucconi).
    Vedo una discrepanza incredibile nel rapporto della nostra Regione con la scienza. Le cose che scrivi sono totalmente condivisibili, a volte ovvie. Basta la capacità (volontà) di leggere alcuni articoli su riviste internazionali. Ed agli occhi dei molti con queste capacità di valutazione tante dichiarazioni appaiono improvvide ed al limite del ridicolo.
    Ma ti ringrazio davvero perché ci vuole qualcuno che con grande passione ci faccia vedere dove siamo caduti e ci indichi una via di razionalità (onestamente apartitica) per uscire da questa situazione. Esistono Regioni forse anche più lottizzate dalla politica rispetto al Piemonte (Lombardia??) in cui vengono di più mantenuti criteri di scientificità nelle scelte e decisioni (ma qui il discorso si fa lungo visti gli ultimi brillanti risultati nella pandemia…).
    Il mio è un sincero invito a continuare a raccontare questa discrepanza che viviamo tutti i giorni

    • Gabriele Gallone ha detto:

      Mario, forse non sai che senza quella esperienza non avrei intrapreso con ostinazione gli studi in statistica. È stata una grande opportunità cimentarmi con gli studi clinici e mi sono tanto divertito. Eravate tutti parrucconi simpatici. Un abbraccio!

  8. mario boccadoro ha detto:

    Grazie Gabriele,
    sono orgoglioso di questo riconoscimento e grazie per il “simpatici”, è gia tantissimo

  9. Vincenzo ha detto:

    Buonasera Dottore, solo oghi minsono imbattuto in questa sua serie di articoli e Le faccio i miei complimenti.
    Come tanti ho seguito l’evolversi della pandemia con interesse, poco interessato agli aspetti politici, più a quelli scientifici più consoni alla mia formazione, anche se non medica.
    Tra i vari argomenti c’è stato ovviamente quello drll’HCQ.
    Nella fase iniziale della pandemia ho seguito con assiduità un canale su YouTube, Medcram, che trovo molto ben fatto: non è un canale divulgativo generico ma è destinato a persone che siano in grado di comprendere almeno i rudimenti.
    Sul canale sono stati esaminate quasi tutte le notizie progressivamente disponibili, anche quando preliminari.
    Il 10/3/2020, quando quindi si sapeva ancora molto poco, nell’update 34 venne discusdo del possibile uso di HCQ, Raoult ne aveva parlato da pochi giorni. In quel video si illustrava la posdibile utilita di HCQ come ionoforo dello zinco, per permettergli di entrare nelle cellule dove potrebbe esplicare una azione contro la replicazione virale. Questa ipotesi era basata su uno studio pubblicato nel 2016 e citato nel video.
    A metà maggio, nell’update 71, l’argomento viene ripreso discutendo il preprint di uno studio fatto in un ospedale, mi sembra di New York, che illustra risultati positivi, seppur da confermare perché il campione non era totalmente omogeneo, ottenuti somministrando HCQ e solfato di zinco. Il paragone è fatto con un gruppo cui è stata somministrata HCQ. Nel video vi è un link al preprint.
    In buona sostanza si dice che lo zinco funziona e che l’HCQ serve a portarlo drntro le cellule dove altrimenti non entrerebbe.
    L’articolo è stato poi pubblicato in data successiva. Non riesco ora a copiare il link, lo faccio in un commento successivo.
    È interessante notare come dal titolo definitivo sia stata eliminata la parola idrosdiclorochina sostituendolo con ionoforo dello zinco.
    Cosa ne deduco? Che la gran cagnara mediatica sull’HCQ, sponsorizzata da certi politici, abbia fatto dimenticare a tutti dove fosse, eventualmente, la chiave del problema, ossia lo zinco, che non vedo mai nominato negli articoli da Lei citato.
    Insomma sarebbe come che in una reazione chimica, questo è più il mio campo, si dibattesse sul catalizzatore ma ci si dimenticasse dei reagenti.
    Ovviamente non ho la pretesa di dire che quella era una strada giusta, ma solo di pirtare all’attenzione il fatto che la pseudoscienza ha, forse, confuso anche la scienzafinendo con il mandare nel dimenticatoio una strada che pareva promettente.
    Mi piacerebbe leggere una sua opinione. La ringrazio anticipatamente

      • Gabriele Gallone ha detto:

        Si tratta di uno studio retrospettivo osservazionale come altri giá citati nella bibliografia NIH. La tipologia di studio non è qualitativamente paragonabile a quello di un RCT. I ricercatori di questo studio effettuano una regressione su variabili continue ed una su variabili categoriche buttando nel calderone ogni parametro possibile. La scelta delle variabili non è stata fatta evidentemente a priori come quando si registra un rct e si definiscono obiettivi primari e secondari. Questo studio non è neppure citato nella linea guida dell’NIH in quanto estremamente prono a facili distorsioni metodologiche

    • Gabriele Gallone ha detto:

      Allo stato attuale i dati relativi all’utilizzo dello zinco con o senza HCQ non evidenziano vantaggi nel trattamento del COVID. In questa pagina del NIH americano , aggiornata a febbraio 2021, viene riassunta la situazione. https://www.covid19treatmentguidelines.nih.gov/supplements/zinc/
      La plausibilitá biologica nell’utilizzo di varie sostanze può sembrare promettente ma senza dimostrazioni di efficacia in studi randomizzati le ipotesi restano tali. Saluti

      • Vincenzo ha detto:

        Buingiorno, La ringrazio della risposta. Nel documento di cui mi ha mesdo il link vedo che si afferma che sono attualmente in corso alcuni trial per lo zinco. Magari non porteranno a nulla, ma farli ha un minimo di senso.
        Il mio commento originario si è voluto soffermare sul fatto che la politicizzazione delle terapie ha fatto sì che si sia perso totalmente di vista il vero razionale che poteva giustificare un tentativo. E in Italia certi soggetti continuano a perseverare nell’errore.

        • Gabriele Gallone ha detto:

          Quello della politicizzazione è un aspetto deleterio . Chi fa annunci mirabolanti spesso non ha la minima conoscenza di quello che afferma e non si rende conto dei danni che provoca. Ma è una storia che si ripete da moltissimo tempo

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