L’Hubei dello Stivale (Parte 54). Volete sapere se il vaccino Moderna è migliore rispetto a quello Pfizer-Biontech? Efficacia e facilità di distribuzione sono uguali?

Subito dopo l’Epifania anche il vaccino Moderna è stato approvato per l’utilizzo in Europa.

Alcuni operatori sanitari e parte della popolazione hanno aspettato a vaccinarsi con il vaccino Pfizer-Biontech perchè affermavano di voler “attendere il Moderna”.

Ma il Moderna è così diverso dal vaccino della Pfizer?

Quali sono le principali differenze?

E’ più pratico da conservare e distribuire?

Tecnologia identica

Innanzitutto anche il vaccino Moderna si fonda su una tecnologia che utilizza l’RNA messaggero (o mRNA). Se volete approfondire il meccanismo di azione dovete prima leggere la parte relativa al vaccino Pfizer che trovate qui oppure l’introduzione al post sul vaccino Astra-Zeneca che trovate qui.

La differenza sotto questo punto di vista non esiste. Anche nel Moderna l’involucro che avvolge i filamenti di mRNA è costituita da piccole particelle lipidiche. C’è ovviamente una differenza nelle composizione di questo rivestimento che consente la conservazione del vaccino Moderna a temperature assai meno “siberiane” con una indubbia maggiore praticità.

La pubblicazione sui dati di efficacia è avvenuta il 30 dicembre 2020 sul New England Journal of Medicine1.

I dati relativi alla produzione duratura di anticorpi sono stati pubblicati 15 giorni prima e sono molto soddisfacenti2

Efficacia

L’efficacia del Moderna (il nome in codice è mRNA-1273) è sovrapponibile a quella della Pfizer (circa il 95%). In questo grafico potete visualizzare le differenze tra chi ha effettuato il vaccino Moderna e chi no:

Baden, Lindsey R., Hana M. El Sahly, Brandon Essink, Karen Kotloff, Sharon Frey, Rick Novak, David Diemert, et al. 2020. ‘Efficacy and Safety of the MRNA-1273 SARS-CoV-2 Vaccine’. New England Journal of Medicine
Baden, Lindsey R., Hana M. El Sahly, Brandon Essink, Karen Kotloff, Sharon Frey, Rick Novak, David Diemert, et al. 2020. ‘Efficacy and Safety of the MRNA-1273 SARS-CoV-2 Vaccine’. New England Journal of Medicine

Se la curva sale vi sono sempre più casi di COVID che si accumulano. Nella figura la curva di colore nero rappresenta i soggetti che non hanno ricevuto il vaccino, mentre la curva blu rappresenta coloro a cui è stato somministrato il Moderna.

La tabella in basso sintetizza i risultati:

Nello studio sono stati inclusi soggetti maggiori di 18 anni di età. A 14.598 persone è stata somministrata una soluzione salina (il cosiddetto placebo) ovvero nessun vaccino, mentre a 14.550 persone è stato iniettato il vaccino.

L’iniezione è stata ripetuta dopo 28 giorni.

Nè i medici che seguivano i partecipanti nè gli stessi soggetti reclutati nello studio conoscevano il contenuto delle siringhe. La definizione tecnica di questa procedura è “sperimentazione in doppio cieco”; nessuno dei soggetti coinvolti e neppure gli sperimentatori conoscono cosa è contenuto nelle siringhe. Le iniezioni sono state somministrate in maniera del tutto casuale tra i partecipanti (tecnicamente si chiama randomizzazione).

Nei soggetti che non hanno ricevuto il vaccino si sono verificati 269 casi di COVID, mentre nel gruppo vaccinato solo 19 (efficacia del 93%).

Si può comunque apprezzare che dopo soli 14 giorni dalla prima dose i casi di COVID per chi non aveva ricevuto il vaccino erano 35 mentre erano solo 2 in chi riceveva il Moderna.

L’aspetto rilevante (come nel vaccino Pfizer) è che i pochi casi di COVID nei vaccinati non erano mai severi.

Alla fine dello studio infatti i casi di COVID severo erano 30 e tutti erano nel gruppo non vaccinato.

Efficace a tutte le età?

Il vaccino Moderna è efficace non solo in tutti i gruppi di età ma anche in diverse categorie di rischio, ovvero nelle persone con multiple patologie, con obesità e in tutte le razze (lo studio è stato effettuato negli USA). Una efficacia leggermente inferiore si è verificata sulle persone con più di 65 anni (86% invece del 94%).

Nella figura sottostante l’ampiezza delle linee indica l’imprecisione della stima mentre il posizionamento del quadratino blu sta a significare che l’efficacia è ben oltre il livello minimo di efficacia per approvare un vaccino (almeno il 50%.

In tutte le categorie l’efficacia è sempre molto elevata e spesso ben oltre il 90%.

Il Moderna riduce le infezioni asintomatiche?

Come per il vaccino Pfizer non è noto se il Moderna riduca anche le infezioni asintomatiche e quindi se possa impedire la trasmissione del virus. Per rispondere a questo quesìto servono altri studi.

Effetti collaterali

In termini tecnici le reazioni locali o sistemiche alla somministrazione dei vaccini si definiscono “reattogeniche” e determinano disturbi che vanno da reazioni locali nella zona di inoculazione (dolore, eritema, gonfiore) a reazioni sistemiche quali mal di testa, febbre, dolori ossei, muscolari e brividi che però si risolvono generalmente in ventiquattro ore. I giovani sono più propensi a sviluppare queste reazioni: esse dipendono proprio dalle nanoparticelle lipidiche che avvolgono e proteggono l’mRNA.

La differenza importante tra il vaccino Moderna e il vaccino Pfizer è che il Moderna ne dà di più (e dopo saprete anche perchè).

Il Moderna determina effetti collaterali in 9 persone su 10.

Le reazioni più comuni sono:

  • dolore nella sede di iniezione (92%)
  • spossatezza (69%)
  • mal di testa (63%)
  • dolori muscolari (60%)

I giovani hanno maggiori reazioni avverse. Nei soggetti di età tra i 18 ed i 65 anni quasi 1 soggetto su 5 ha accusato reazioni sistemiche dopo la seconda dose.

Questo grafico da una idea delle reazioni locali nella sede della iniezione:

Le reazioni locali complessivamente si presentano nel 75% dei vaccinati. I cerchi rossi identificano due barre che identificano le reazioni dopo la prima e la seconda dose. Più alta è la barra maggiore è la percentuale di reazioni locali. Il dolore nella sede di iniezione rappresenta un effetto molto comune. Mentre molto meno frequente l’eritema, il dolore ed i linfonodi ingrossati.

Ogni barra è colorata in maniera differente in modo che apprezziate il grado delle reazioni avverse.

Il colore grigio identifica le reazioni di grado 1 (molto lievi), il colore blu le reazioni di grado 2 (moderate, ovvero di una entità non modesta) quelle rosse sono le reazioni di grado 3 (severe che possono determinare l’assenza dal lavoro per 1-2 giorni).

Le reazioni sistemiche (ovvero al di fuori del sito di iniezione) sono anche esse piuttosto frequenti e arrivano al 50% dopo la prima dose e fino al 75% dopo la seconda dose.

I più frequenti sono cefalea, stanchezza e dolori muscolari.

I casi severi (che possono costringere a casa i vaccinati) sono meno frequenti ma rappresentano il 10% dopo la seconda dose.

Conservazione: il Moderna è più vantaggioso

Il vaccino Moderna va conservato in congelatore a temperature tra -25 e -15 gradi. Non viene consegnato in ghiaccio secco e non deve comunque essere conservato a temperature al di sotto dei -40 gradi.

Quindi un camioncino che consegni gelati o alimenti surgelati può distribuire il Moderna ovunque.

Per usare un termine di paragone la temperatura del congelatore del vostro frigorifero, dove conservate la carne, mantiene una temperatura tra -24 e -18 gradi, perfetto per i flaconi Moderna.

Rispetto a Pfizer inoltre ha un altro enorme vantaggio: tolto dal congelatore può essere tenuto in un normale frigorifero (2-8 gradi) per 30 giorni (il vaccino Pfizer solo per 5 giorni).

Quindi se svuotate un frigorifero di casa potete stoccare nello scomparto congelatore il vaccino per 7 mesi e trasferendolo in frigo potete mantenerlo per altri 30 giorni.

Il flacone, tolto dal frigo deve essere “punto” entro un’ora.

Ma un’altra differenza riguarda la conservazione del flacone una volta “punto” dalla siringa. Per Pfizer la durata è solo di due ore a temperatura ambiente mentre il flacone Moderna dopo essere stato punto può essere conservato per 6 ore. La durata delle siringhe, una volta preparate, è invece identica: entro 6 ore debbono essere iniettate.

Questi tempi più dilatati rendono più agevole le prenotazioni e la gestione del vaccino.

Confezionamento e contenuto

Pfizer consegna il vaccino in box in ghiaccio secco contenenti vassoi da 195 flaconi (ovvero 975 dosi).

Moderna invece consegna in scatole di cartone contenenti 10 flaconi di vaccino.

Ogni flacone contiene 10 dosi. Quindi 100 dosi totali.

E’ verosimile ricavare una 11a dose da ogni flaconcino (anche per Pfizer da un flacone di 5 dosi si può arrivare tranquillamente a 6).

Il motivo per cui si può ricavare una dose in più è evidente: il flaconcino Moderna è pari a 6,3 ml e contiene 10 dosi da 0,5 ml (le case farmaceutiche aggiungono un po’ più di principio attivo per possibili dispersioni durante la preparazione). Quindi con 10 dosi arriviamo a 5 ml e abbiamo ancora 1,3 ml nel flaconcino. Una dose in più è assicurata (se siamo bravi ad aspirare forse anche due).

Ogni dose da 0,5 ml contiene 100 microgrammi di mRNA.

Ma l’aspetto ancora più rilevante è che il flacone Moderna non va diluito. Pertanto la procedura di diluizione, aspirazione dell’aria e ripartizione in siringhe che avviene con il vaccino Pfizer non è presente.

Riassunto delle caratteristiche del vaccino Moderna

  • Efficacia pari al vaccino Pfizer (circa il 95%)
  • Maggiore maneggevolezza di conservazione e preparazione (pronto all’uso senza diluizione dopo l’aspirazione in siringa)
  • Numero maggiore di reazioni locali e sistemiche ma nessuna grave (qualcuno passerà il giorno dopo a casa con cefalea e qualche linea di febbre; niente di drammatico)
  • Confezionamento più pratico anche per piccoli centri (una scatola contiene 100 – 110 dosi)
  • Le controindicazioni sono identiche per Moderna e Pfizer: allergie a componenti del vaccino (che trovate nelle tabelle qui sotto)
  • Le due dosi di vaccino vanno distanziate di 28 giorni
  • La piena efficacia compare 14 giorni dopo la seconda dose

Gli effetti collaterali sono più frequenti nel vaccino Moderna in quanto contiene più mRNA per ogni dose (100 microgrammi verso 30 microgrammi della Pfizer).


  1. Baden, Lindsey R., Hana M. El Sahly, Brandon Essink, Karen Kotloff, Sharon Frey, Rick Novak, David Diemert, et al. 2020. ‘Efficacy and Safety of the MRNA-1273 SARS-CoV-2 Vaccine’. New England Journal of Medicine 0 (0): null. https://doi.org/10/ghrg8m.
  2. Widge, Alicia T, Nadine G Rouphael, Lisa A Jackson, Evan J Anderson, Paul C Roberts, Mamodikoe Makhene, James D Chappell, et al. 2020. ‘Durability of Responses after SARS-CoV-2 MRNA-1273 Vaccination’. N Engl j Med, 4. https://doi.org/10/ghnhnv.

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