L’Hubei dello Stivale (Parte 29) – Il Dottor Zangrillo, ovvero il Marchese del Grillo

Nelle ultime settimane un medico rianimatore del San Raffaele impazza per le TV nostrane garantendosi grande notorietà.

Ha collezionato talmente tante comparsate da far invidia ai teleimbonitori più scafati. Le sue posizioni mandano in brodo di giuggiole i presentatori TV che ormai lo invitano compulsivamente. Anche i giornali si sono buttati a babbo morto con le interviste esclusive al primario rianimatore del San Raffaele che, oltre a dispensare le sue teorie epidemiologiche, assai avventate, non disdegna di ridicolizzare e financo di insultare colleghi e ricercatori bollandoli come “topi di laboratorio”.

Il Zangrillo è una personalità di spicco della Sanità Lombarda. La sua posa littoria e la mascella volitiva incute rispetto negli adoranti intervistatori:

A dir la verità il Zangrillo mostra anche una preoccupante somiglianza con un ben poco illustre nativo delle zone: Formigoni. La sua difesa a spada tratta della Sanità lombarda e soprattutto del modello lombardo, il piglio “clinicopopulista” ne fa un perfetto candidato per un radioso futuro in politica.

Nella sua ultima dichiarazione (14 luglio 2020) rilasciata a Il Tempo ribadisce la sua teoria:

l’emergenza coronavirus è finita. È un mese che in Lombardia non si muore più di Covid. La vera emergenza sanitaria è curare quei malati che sono stati trascurati proprio per gestire l’emergenza COVID. Lo sbaglio è registrare come “morto per Covid” qualsiasi vittima positiva al tampone.

Poi riprende ad attaccare chi ritiene le sue opinioni pericolose ed irresponsabili:

Se dire la verità, basandosi su evidenze cliniche, è da irresponsabili, allora sono irresponsabile. Le mie dichiarazioni volevano essere solo un messaggio di ottimismo invece hanno scatenato polemiche e liberato i ‘leoni da tastiera’, ma coloro che vivono denigrando il lavoro altrui continueranno a sopravvivere nutrendosi dell’invidia.

La teoria dei “morti per COVID-19 che invece son morti perchè era solo arrivata la loro ora” è descritta mirabilmente nella parabola del nonno di Pierino nella medesima intervista (Atti dei Zangrilli. Lettera ai Lombardi 16,7):

Se il nonno di Pierino muore in seguito a un incidente stradale, ma in ospedale prima del decesso risulta positivo al tampone, viene registrato come una vittima del Covid, anche se è evidente che la causa del decesso è altra.

Zangrillo raccomanda poi di continuare con il distanziamento e la prudenza, ma è contrario a prorogare lo stato di emergenza fino alla fine dell’anno. Secondo il medico, ciò “crea panico e morte sociale”1.

Dichiarazioni queste che vanno molto controcorrente rispetto a quanto ormai predicano gli organismi nazionali ed internazionali di cui evidentemente Zangrillo sprezzantemente si impippa.

Innanzitutto la teoria Zangrilliana, parafrasata con la parabola del nonno arrotato di Pierino, viene miseramente sotterrata solo due giorni dopo (16 luglio 2020) dall’ISTAT che, insieme all’Istituto Superiore di Sanità, pubblica una analisi periodica sulle cause di morte. Dai dati emerge che:

COVID-19 è la causa direttamente responsabile della morte nell’89% dei decessi di persone positive al test SARS-CoV-2

Interessante anche questa frase del rapporto. Dubito che Zangrillo lo abbia letto:

COVID-19 è una malattia che può rivelarsi fatale anche in assenza di concause. Non ci sono infatti concause di morte preesistenti a COVID-19 nel 28,2% dei decessi analizzati

Per dirla alla Zangrillo: il nonno di Pierino era già morto di Covid-19 prima dell’impatto con l’auto.

L’astro nascente della controriforma epidemiologica irrompe sul palcoscenico scientifico televisivo un mese e mezzo fa, il 31 maggio 2020 (Mezz’ora in più su Raitre ) dichiarando a sorpresa che il virus “è ormai clinicamente morto“:

Mi viene veramente da ridere. Oggi è il 31 di maggio e circa un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente una nuova ondata per la fine del mese, o per inizio di giugno, e che chissà quanti posti di terapia intensiva c’erano da occupare. In realtà il virus, praticamente, dal punto di vista clinico non esiste più. I tamponi eseguiti attualmente negli ultimi dieci giorni hanno una carica virale, dal punto di vista quantitativo, assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti su pazienti di un mese, due mesi fa. E’ la verità, la dico ufficialmente, tutti gli italiani se ne facciano una ragione.

Indispettito dalle polemiche e dagli interventi critici rincarava la dose:

Una cosa che trovo fastidiosa di questo Paese è che i clinici siano da una parte e gli scienziati dall’altra. Noi dobbiamo intenderci sulla qualifica di scienziato, perché se andiamo a vedere i parametri, e vi invito a controllare la letteratura scientifica, io sono molto più scienziato di tanti autoproclamatosi scienziati, anche del Comitato tecnico scientifico2.

La prima dichiarazione del 31 maggio in versione “delirio di onnipotenza” fa il botto. Persino l’OMS è costretta a intervenire. Il primo giugno 2020 Michael Ryan, capo del programma per le emergenze sanitarie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarerà: “Dobbiamo essere estremamente attenti a non dare l’impressione che d’un tratto il virus, di sua volontà, abbia deciso di diventare meno patogeno. Non è affatto il caso di dare questa impressione. Questo è ancora un virus killer. Ci sono migliaia di persone che ogni giorno muoiono, ma noi lo combattiamo meglio”3

La polemica però non si spegne, anzi. Ai giornalisti non par vero di poter sentire finalmente una voce fuori dal coro e complice il fatto che la maggiorparte di loro non capisce una mazza di quello di cui si sta parlando, offrono al Dott. Zangrillo ancora più spazio.

Zangrillo è ormai avvolto da un’aura profetica, sventola articoli scientifici (uno solo in realtà) in cui afferma che la carica virale ormai è bassissima e la malattia ha perso forza. E’ la teoria del virus “spompato” che già aveva fatto presa in un altro para-esperto, il Governatore Zaia, che già il 10 maggio 2020 si spingeva addirittura più in là:

Sarà la temperatura, sarà che il virus si è spompato, magari se ne andrà definitivamente e così non avremo la recidiva autunnale. È la mia personale opinione, ma non di scienziato. Se va via tanto velocemente, qualcosa di artificiale c’è di mezzo4

Zangrillo, che invece ritiene di essere uno scienziato di quelli veri, si spinge sempre più oltre e butta il cuore, anzi, il coronavirus oltre l’ostacolo. Bollando come “topi di laboratorio” gli esperti- parrucconi.

Lo stesso Prof. Crisanti, a cui vanno la maggiorparte dei meriti della politica dei tamponi a tappeto effettuata in Veneto, non la manda a dire.

Dopo una ulteriore “incursione” di Zangrillo al Corriere della Sera ai primi di luglio in cui egli afferma:

Tutti i virus circolano, a maggior ragione questo. Il Coronavirus sta circolando negli Stati Uniti e in Italia nei focolai, ma qui circola in modo “benigno”. In questo momento in Italia ha esaurito la sua forza letale, perché sta facendo quello che fanno tutti i virus, cioè adattarsi al suo ospite. Probabilmente nella sua evoluzione adattativa sta anche modificando alcune sue caratteristiche. Questo non vuol dire che sia mutato, ma qualcosa sta accadendo a livello delle proteine di superficie del virus: le stesse modificazioni che lo rendevano molto letale tre mesi fa, adesso lo rendono meno aggressivo. Io credo invece che il virus si possa fermare qua. Sono un inguaribile ottimista, credo che abbiamo il 50% di possibilità che il Coronavirus se ne vada.

Il Prof. Crisanti a questo punto fa letteralmente esplodere la sua “carica virale dialettica” il 4 luglio5:

Se si racconta che il virus è sparito le persone abbassano l’attenzione. L’ironia della sorte è che due dei firmatari del documento che sostengono questa tesi insieme a Zangrillo, Palù e Rigoli, siano tra i più ascoltati consulenti di Zaia il quale più che arrabbiarsi con i veneti dovrebbe prendersela con i tecnici che gli stanno vicino. Siamo ancora in pandemia, l’Italia non è un’isola e non ha eliminato del tutto il virus. Come si fermano in questo momento migliaia di giovani che hanno ricevuto messaggi contraddittori? Prima gli hanno detto che il virus era morto, poi che la mascherina non serviva, poi di nuovo che invece è fondamentale. Se fossi un 17enne che deve stare con la sua ragazzetta penserei che gli adulti sono degli idioti.

(parole sante: NdA)

Come saprete ormai tra Crisanti e Zaia il rapporto non è più idilliaco. Mutatis mutandis in Veneto è successo quello che è avvenuto tra il Dott. Fauci e Trump. Le luci della ribalta non possono che essere puntate sul condottiero (politico). E Zaia sta cercando di tesaurizzare al massimo i risultati di una politica che solo Crisanti ha perseguito con ostinazione. Salvo essere messo da parte dal Governatore che ora si avvale di due “esperti” che predicano “alla Zangrillo”6.

Ma torniamo a Zangrillo che, imperversando in lungo e in largo, affermerà il 13 luglio alla trasmissione “In Onda”:

Qui ci sono topi di laboratorio che pensano di saperla più lunga di noi. E questi sono veramente pericolosi – dice in un intervento alla trasmissione In Onda – avendo vissuto la malattia nella sua versione più aspra e più violenta, mi sono indispettito quando qualcuno che aveva avuto solo la fortuna di avere il contatto con la provetta si permetteva di confutare quello che noi dicevamo.

E’ la teoria del Marchese del Grillo magistralmente rappresentata da Alberto Sordi:

A questa dichiarazione risponde un nostro valentissimo “scienziato” (di quelli veri) ovvero il professore e biologo dell’Università di Philadelphia Enrico Bucci (di cui consiglio la lettura del libro: Cattivi scienziati. La pandemia della malascienza) che in un post su facebook dà la parola ad un topino di laboratorio:

Nel suo post7, il Prof. Bucci elenca alcune dichiarazioni più famose di Zangrillo che non hanno avuto riscontro nella scienza o nel reale.

Ve lo riporto integralmente perchè merita di essere letto. Come vi consiglio, caldamente, il suo blog su facebook:

RODITORI IMPERTINENTI.

Salve, sono un topo di laboratorio.

Mai vorrei disturbare con un mio squittio un luminare della clinica che recentemente ha dichiarato: “mi sono indispettito quando qualcuno che aveva avuto solo la fortuna di avere il contatto con la provetta si permetteva di confutare quello che noi dicevamo. Qui ci sono topi di laboratorio che pensano di saperla più lunga di noi. E questi sono veramente pericolosi”

Mi perdoni sua magniloquenza, io ho cercato sempre dalla mia gabbiettina di capire bene il senso delle sue parole.

Come quando, il 29 febbraio 2020, lei affermò: “Le Terapie intensive sono pronte, no al contagio ossessivo”. Certamente non ho capito l’importanza di questa affermazione, ed evidentemente con me, piccolo umile animaletto peloso, non deve averla capita tanto bene nemmeno il coronavirus, che forse non ha apprezzato quanto fossero pronte le Terapie Intensive lombarde.

E, sempre ignorante come sono, non ho proprio capito quanto affermato appena è stato possibile tirare il fiato, il 31 maggio, quando si disse che:Il virus clinicamente non esiste più. Anche qua, non deve averlo capito tanto bene nemmeno il virus, visto che sono continuati ad entrare pazienti in terapia intensiva e ad esserci morti fino a Luglio, pochi in Italia, tantissimi nel mondo, procurati sempre dallo stesso virus.

Del resto, la mia limitata testolina di roditore non mi ha permesso nemmeno di comprendere cosa significasse che “il virus ha perso carica virale” oppure che “Probabilmente nella sua evoluzione adattativa sta anche modificando alcune sue caratteristiche. Questo non vuol dire che sia mutato, ma qualcosa sta accadendo a livello delle proteine di superficie del virus: le stesse modificazioni che lo rendevano molto letale tre mesi fa, adesso lo rendono meno aggressivo”.

Adesso torno a mangiarmi la mia crosta di formaggio, non sia mai che debba disturbare tanta evidenza clinica, tanto sapere infuso che sgorga come musica dalle massime vette della medicina.

Intanto, però, c’è una cosa che non mi lascia tranquillo: tutti i libri di biologia di base, di virologia, di biochimica e biologia molecolare sembrano andare incontro ad autocombustione spontanea quando si odono certe parole: sarà per la vergogna?

Ma Zangrillo è Zangrillo. Il novello Marchese del Grillo:

Io so’ io… e voi non siete un cazzo!


  1. https://www.iltempo.it/attualita/2020/07/14/news/coronavirus-alberto-zangrillo-covid-emergenza-finita-numero-decessi-san-raffaele-milano-23772360/
  2. https://www.agi.it/cronaca/news/2020-06-01/cosa-pensano-virologi-virus-morto-zangrillo-8784242/
  3. https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Coronavirus-Oms-Alberto-Zangrillo-San-Raffaele-Tedros-Adhanom-Ghebreyesus-Mike-Ryan-9ecab9fc-83ab-45de-86db-4eda4e03f5a6.html
  4. https://www.ilriformista.it/zaia-diventa-scienziato-se-il-virus-perde-forza-vuol-dire-che-e-artificiale-95979/
  5. https://www.open.online/2020/07/04/zangrillo-non-si-pente-e-replica-a-crisanti-coronavirus-piu-debole-lo-dicono-le-cartelle-cliniche/
  6. https://www.open.online/2020/07/03/crisanti-veleno-zaia-virologo-fiducia-virus-ordinanze-servono-tamponi/
  7. https://www.open.online/2020/07/11/scienziato-bucci-zangrillo-topi-laboratorio-non-siamo-accordo/