L’Hubei dello Stivale (Parte 8) – Appiattire la curva

(……continua dalla parte 7)

Se “piegare” la curva dei decessi è importante per ridurre, fino ad annullare, l’aumento dei morti da COVID-19, vi è un’altra curva che è fondamentale per evitare il crollo del sistema sanitario.

La curva dei decessi, sia in scala lineare che logaritmica, raggiungerà, al termine della epidemia, un plateau che rimarrà tale e che indica il numero totale dei morti finale.

La Cina ha raggiunto il suo plateau nel numero dei decessi (scala lineare):1

Anche in scala logaritmica si è ovviamente verificato lo stesso fenomeno:

La linea diviene parallela all’asse delle ascisse e corrisponde a circa 3.300 morti.

Il comportamento delle due curve si può comprendere meglio valutando il numero di decessi giornalieri:

Finchè il numero giornaliero di decessi aumenta, le curve tendono verso l’alto. Quando ci si avvicina al picco, le curve in scala lineare o logaritmica si inclinano fino a diventare parallele, in quanto il numero di decessi non aumenta più (per gli amanti della matematica, se la curva diviene parallela, la derivata prima è pari a 0).

Un’altra interessante rappresentazione relativa alla Cina (ma che si ritrova nelle fasi iniziali anche in altri Paesi) è la seguente:

In questo grafico sono rappresentati:

  • in verde la percentuale di casi guariti sul totale;
  • in arancione vi è la percentuale di decessi sul totale dei contagiati.

Quando l’epidemia si “spegne” la curva arancione (percentuale di decessi) tende a diventare tangente all’asse delle ascisse. La percentuale dei decessi infatti tenderà a zero in quanto non vi saranno più casi che vanno ad alimentari i ricoveri.

La linea verde tenderà a divenire anche essa parallela fino ad arrivare alla percentuale pari a 100%. Infatti al termine della epidemia tutti i casi saranno o guariti o deceduti.

La curva della letalità come si può notare è decisamente elevata all’inizio e tende a scendere progressivamente con il tempo. Nelle fasi iniziali il numero di tamponi è quasi esclusivamente concentrato sui casi ricoverati e pertanto i casi asintomatici o lievi sono in numero inferiore. Mano a mano che i tamponi si estendono alla popolazione la letalità diminuisce in quanto il denominatore aumenta.

Letalità o Case Fatality Rate (CFR)
Letalità o Case Fatality Rate (CFR)

Correlato alla tenuta dei sistemi sanitari non è il numero dei decessi nè l’indice di letalità.

Malgrado il dato sulle perdite di vite umane sia quello a cui tutti guardano quando alle ore 18 la Protezione civile diffonde i dati, i decessi non sono alla base del tremendo impatto che gli ospedali debbono gestire.

Il 21 aprile 2017 un report del CDC di Atlanta2 metteva in risalto le “Linee guida di mitigazione per la prevenzione della pandemia influenzale”. In esso pare di ripercorrere tutto quello che si sarebbe dovuto fare (e non è stato fatto o è stato fatto tardivamente) in questa epidemia.

Il corposo report presentava questa figura a cui ho aggiunto una linea tratteggiata con una nota in rosso:

Sull’asse delle ascisse il numero di giorni, su quello delle ordinate il numero di casi. Consideriamo per semplicità che questi casi rappresentino quel famoso 20% che deve essere ospedalizzato (ricordate? L’80% guarisce senza problemi). La curva gaussiana di colore viola rappresenta la ripidissima evoluzione numerica di casi che necessitano di assistenza ospedaliera se non ci fosse alcun intervento di mitigazione.

La curva tratteggiata più ampia, ma più bassa, rappresenta invece la evoluzione dei contagi con interventi di mitigazione. La curva tratteggiata che ho inserito rappresenta quella soglia oltre alla quale il sistema sanitario non regge più. L’unica scelta, in caso di epidemia e far si che i contagi diminuiscano e che essi generino ricoveri con una dinamica più bassa. Una pandemia senza interventi provocherebbe solo un disastro.

Quindi interventi precoci e diffusi. I tentennamenti ed i messaggi contraddittori (“poco più di una influenza”, “è più letale”, “l’80% guarisce”, “non si può chiudere tutto”) ha fatto si che in Lombardia la linea tratteggiata sia stata sicuramente valicata. E così in molte altre realtà, dal Veneto, al Piemonte, alla Emilia Romagna dove si sono dovuti “inventare” posti di rianimazione, aprire centri congressi per ricoverare i contagiati bisognosi di cure ed arrivare a chiamare l’esercito per spostare decine di feretri.

“Flatten the curve” è il termine inglese per “appiattire la curva”.3

Il sistema sanitario può essere infatti paragonato ad un mezzo della metropolitana che può contenere solo un numero predeterminato di persone alla volta. Nelle ore di punta la sua capacità non è in grado di rispondere alla domanda dei pendolari. Molte persone dovranno attendere il mezzo successivo sul marciapiedi. Scaglionare gli orari lavorativi consentirebbe di evitare concentrazioni troppo elevate di persone nello stesso momento e tutti potrebbero trovare posto nei vagoni.

Evitare una impennata dei casi di COVID-19 assicura a tutti di poter usufruire della assistenza sanitaria. Perchè chi resta sui marciapiedi delle metropolitana può aspettare.

Chi attende troppo un vagone del sistema sanitario invece muore.

L’effetto di un improvviso accesso di pazienti è moltiplicativo ed incide sulla tenuta del sistema provocando altri danni: nel caos i contagi aumentano anche tra gli operatori sanitari, i DPI scarseggiano in quanto le richieste aumentano esponenzialmente in tutte le strutture e la riduzione del personale aggrava ulteriormente le possibilità di assistenza.

Un ospedale può ancora reggere con una riduzione del personale del 10%. Con metà del personale contagiato l’ospedale diventa un girone dantesco.

(continua…….)


  1. https://www.worldometers.info/coronavirus/country/china/
  2. Qualls N, Levitt A, Kanade N, et al. Community Mitigation Guidelines to Prevent Pandemic Influenza — United States, 2017. MMWR Recomm Rep 2017;66(No. RR-1):1–34. DOI: http://dx.doi.org/10.15585/mmwr.rr6601a1
  3. https://www.nytimes.com/article/flatten-curve-coronavirus.html

3 risposte

  1. Maurizio Dagna ha detto:

    Egregio Dr. Gallone ,
    in qualità di Ministro della Salute , di presidente della Regione Piemonte, Assessore alla sanità della Regione Piemonte mando da oggi affanculo tutti gli incompetenti che ho, per interessi e logiche di bottega, nominato nelle posizioni di vertice di tutte le commissioni ,organismi, unità di crisi e altre stronzate e nomino Lei Plenipotenziario per questa e tutte le prossime crisi a venire.
    in fede
    con stima e amicizia
    Maurizio Dagna (pensionato ANAAO)

  1. 10 Aprile 2020

    […] Qualls N, Levitt A, Kanade N, et al. Community Mitigation Guidelines to Prevent Pandemic Influenza — United States, 2017. MMWR Recomm Rep 2017;66(No. RR-1):1–34. DOI: http://dx.doi.org/10.15585/mmwr.rr6601a1 ↩ […]

  2. 14 Aprile 2020

    […] (…segue dalla parte 8) […]

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