L’Hubei dello Stivale (Parte 15) – L’Unità di Crisi del Piemonte (UdC), un nome, una garanzia

(…segue)

Come mai tanti sanitari in Piemonte si sono contagiati tra fine febbraio e inizio marzo, continuando ad aumentare nelle settimane successive?

  1. In Piemonte il virus è più aggressivo. Non potendosi sfogare tra le apericene di Milano si è dovuto replicare maggiormente fino a mutare;
  2. Gli ospedali non hanno seguito i protocolli. Se non bastava una tenda di pre-triage i datori di lavoro potevano ordinarne altre dotate ognuna di carico e scarico acque, corrente elettrica a 6 ampere con animazione serale nei cortili degli ospedali;
  3. Gli operatori sanitari sono stati superficiali. Non basta chiedere se vieni dalla Cina, Codogno, Lodi, Bergamo, Vó Euganeo, Tortona, Brescia, Crema, Cremona o se hai febbre, tosse, diarrea o dispnea. Facile fare diagnosi così. Che vi paghiamo a fare.
  4. Gli operatori non avevano i DPI necessari

Anche se l’ultima non sembra l’ipotesi più probabile è andata proprio così.

I sanitari hanno affrontato l’onda del COVID-19 come i tanti bagnanti di Phuket, in Thailandia, quando su di loro si è abbattuto lo tsunami del 2004.

Ma tutto inizia il 22 febbraio 2020 quando uno degli eventi più importanti della managerialità sanitaria si materializza nella Regione subalpina: la nascita della Unità di crisi.

22 febbraio: ci pensiamo noi

Con la lettera prot. 8430 del 23 febbraio la lieta novella viene comunicata tramite comunicazione stile editto, inviato a tutte le Direzioni delle aziende sanitarie: ieri, 22 febbraio, alle ore 15 l’Unità di crisi è stata istituita.

E’ un peccato che l’Istituto Luce non abbia potuto diffondere in tutti i cinema cittadini tale splendida notizia, magari con una marcetta di qualche militare e l’onore al vessillo della nostra ricca e coraggiosa terra sabauda.

A capo di questa mirabile organizzazione il Dott. Mario Raviolo che dovrà purtroppo lasciare da lì a breve il comando per impegni televisivi non rinviabili (Report, Striscia la Notizia etc.). Potete scaricare qui la lettera di avvio della attività e le prime disposizioni con l’elenco dei componenti della UdC.

Il primo provvedimento che è necessario attuare è il seguente:

Cioè, la prima preoccupazione è impedire troppe richieste di tamponi. Quindi, attenti ragazzi, ci sarà un filtro autorizzativo. Da inviare con un mezzo che io ritenevo ormai riservato all’era del pleistocène: il fax.

Il secondo provvedimento riguarda la utilizzazione dei tendoni per coloro che si recano con mezzi propri (dalla quantità di sirene che giravano per Torino avete potuto immaginare quanti siano stati)

Il terzo punto fa un po’ a pugni con quanto affermato successivamente dai mirabili gestori della Unità di crisi a proposito delle RSA. Ma quella riportata è l’interpretazione corretta:

Eh già. In effetti, anche se le RSA ed altre strutture territoriali sono private, non è che le ASL possano proprio sfilarsi dalle loro responsabilità normate con Leggi sanitarie ed altri provvedimenti. L’interpretazione è corretta. Ma dopo, come vedremo, la incapacità di gestire la situazione fa riversare tutte le responsabilità (in maniera totalmente illegittima) su tali strutture.

Il punto 4 è riservato alla esecuzione dei tamponi a domicilio.

Vedremo anche qui che le cose sono andate un po’ diversamente. Una ASL in particolare brillerà per lo scaricabarile. L’ASL di Torino. Anche questo lo vedremo dopo.

Ora il punto 5. Il punto 5 non può essere affrontato senza aver adeguatamente frequentato corsi di crittografia e decodificazione di simbolismo esoterico, un seminario sulla interpretazione della disposizione degli Astri o, in alternativa, un convegno di chiromanzia e preveggenza. Il punto 5 è il fulcro della comunicazione ultrónea della UdC. Tutti i componenti hanno dovuto esercitare il massimo delle loro capacità per esprimere un concetto che noi comuni mortali non potremo forse mai adeguatamente interpretare.

Solo i profeti Aldo, Giovanni e Giacomo hanno potuto rappresentare adeguatamente la grandezza di questo messaggio:

Sembra di sentir parlare Pdor, Figlio di Kmer, della tribù di Istar della terra desolata del Kfnir, uno degli ultimi sette saggi: Bvuur, Ghaner, Asta-paring, Divin, Ganhir, Chunchur e Tarahr, colui che era, colui che stato e colui che sempre sarà, ciuccia qui e ciuccia là.

Il passaggio del punto 5 è effettivamente complesso ed è ricco di paradossi ed allusioni metaforiche: l’UdC chiama scrivendo (mirabile metonimìa), vuole riscontri (anticipatori? Preveggenza!) per richieste di informazioni ma senza richiedere ulteriori autorizzazioni (telepatia? metempsicosi deliberativa?)

Comunque, il mistero di questo punto 5 non so se verrà mai risolto. Esegèti e storiògrafi potranno cimentarsi nei secoli a venire.

Riavutasi dalle sbornie sintattiche, l’UdC prosegue nel suo tono marziale impartendo un ordine perentorio:

La frase è inequivocabile. E leggendo la lettera è ancora più chiara, se ce ne fosse bisogno. Nessuno può più acquistare in autonomia. Le ASR ci mandino i fabbisogni, al resto pensiamo noi.

Segue in allegato il Decreto del Presidente della Giunta Regionale, Alberto Cirio, che oltre ad istituire l’UdC demanda all’Assessore Icardi il compito di supervisionare la verifica della operatività della Unità di Crisi.

Giusto per capire chi dovrebbe fare cosa.

(continua……)

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