Il senso di De Luca per le formiche

Sdegno! Orrore! Vergogna! Stupore!  Il braccio semipiegato e il dorso della mano poggiato in fronte con il  corpo arcuato dall’attonito dolore. L’immagine è quella di una scena melodrammatica da anni ’20. Così sembrano le prese di posizione altisonanti da parte dei grandi impuniti della Repubblica che si affannano a interpretare la foto in cui miriadi di formiche scorrazzavano su una paziente in un letto d’ospedale.
La ministra ha subito inviato i carabinieri ma si è apprestata a dire che invierà anche una “task force” (probabilmente con una betoniera di insetticida al seguito).
La procura ha aperto un’inchiesta (fascicolo Z la formica) ovviamente contro “ignoti”, dato che, quando ci sono chiare responsabilità politiche, esse sono per definizione “ignote”.
Manca solo la fanteria, il battaglione di montagna della Julia e la Terza divisione corazzata con i suoi cannoni da 155 mm, pronta per fare fuoco sulla variegata fauna entomologica dell’ospedale San Paolo di Napoli.
Il Presidente della Regione ha visitato l’ospedale con il “nucleo ispettivo regionale” e ha dato subito la colpa alla Camorra.
De Luca la sa probabilmente più lunga di tutti e credo sia a conoscenza di una #bugsconnection tramite la quale la malavita organizzata sta addestrando in Libia formiche rosse del deserto per cingere d’assedio gli Ospedali di Napoli.
Il Direttore Sanitario ha già preso provvedimenti cercando di bloccare i flussi migratori degli operosi insetti, aprendo anche una indagine interna (magari affiggendo i manifesti delle formiche più pericolose infiltrate dalla camorra) mentre il Ministero sta dispiegando decine di funzionari e ispettori per accertare il profilo psicologico di queste malviventi.
Abbiamo bisogno di questo teatrino di magistrati e figuranti di contorno per capire chi sono i responsabili? No, non è necessario fare tutta questa ammuina. Sappiamo benissimo chi sono i responsabili. Nell’ordine: Governo, Ministro, Presidenti di Regione. A seguire partiti e parlamentari, consiglieri regionali e megadirettori generali.
Dopo anni di tagli forsennati e di “mala gestio” questi episodi saranno sempre più frequenti. Se l’Ospedale di Sassari non riesce a comprare i farmaci, se in tutta Italia le liste di attesa sono chilometriche, se i letti per i ricoveri sono insufficienti, se 12.200.000 di italiani rinunciano alle cure perchè troppo onerose, se mafiosi e camorristi banchettano sulle carogne delle nostre ASO e ASL, le formiche sui pazienti sono, tutto sommato, la semplice conseguenza della putrescenza progressiva della Sanità italiana.
Andranno più facilmente in cancrena le Regioni del Sud e poi progressivamente le altre.
Ma state certi che tutti questi signori riusciranno a trovare un sanitario che non aveva spruzzato il Raid, come prescritto dalle procedure, e se lo impaleranno nella pubblica piazza come unico responsabile.
E ancora una volta se la caveranno.
Mentre le formiche assoldate dalla malavita organizzata si faranno soldi a palate nella prossima serie TV di Gomorra.

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