Quando le percentuali disorientano i deboli di mente

Il principe del congiuntivo, Luigi Di Maio, inciampa nella numerologia populista evocando orde di criminali romeni all’assalto del Bel Paese.
Testuale dal suo profilo facebook: “C’è un fatto, che è inopinabile: il 40% dei ricercati con mandato internazionale emesso da Bucarest si trova in Italia. Non lo dico io, lo disse nel 2009 l’allora ministro romeno della Giustizia Catalin Predoiu”.
I fatti inopinabili, al di là della notizia stantìa (2009), a mio parere sono altri:

  1. Di Maio dovrebbe sforzarsi di utilizzare i numeri assoluti (che evidentemente non conosce). Il numero di romeni che vivono in Italia sono 1 milione e 100 mila . Rispetto al totale dei romeni emigrati nell’Ue (2 milioni e 600 mila) parrebbe, calcolatrice alla mano, che l’Italia sia la meta preferita dai romeni (il 40% degli emigrati romeni verso la UE vive in Italia)
  2. Ora passiamo a qualcosa di più complesso. Supponiamo di avere un’urna chiamata “Romania” in cui mettiamo 2.600.000 palline e nella quale abbiamo un numero (che non conosciamo ma che è piuttosto esiguo) di palline nere (i ricercati con mandato internazionale). Ora estraiamo (bendati) le palline in maniera casuale per separarle in due urne: una di queste la denominiamo “UE-non Italia” e l’altra,  che denomineremo “Italia”. Ogni 6 palline che metteremo nella prima urna, ne mettiamo 4 nell’altra. So che sarà un procedimento lungo ma, facendolo magari fare a Di Maio lo terremo occupato per qualche settimana evitando che ci delizi con qualche sua nuova minchiata. Quando Di Maio avrà finito, otterrà un’urna con 1.500.000 palline (60% del totale) e un’altra con 1.100.000 palline (40% del totale). Le palline nere, essendo estratte casualmente con lo stesso procedimento saranno anche esse presenti nelle stesse proporzioni. Il che non è sorprendente caro il mio Di Maio. E’ statistica elementare allo stato puro.
  3. Sarebbe stato senz’altro preoccupante invece che, date queste proporzioni, la percentuale dei romeni ricercati con mandato internazionale in Italia fosse del 70% rispetto al totale. In questo caso il dato sarebbe stato “statisticamente significativo”. Non stiamo a dilungarci su questo termine perchè vorremmo evitare a Di Maio un attacco di cefalea.
  4. Nell’immaginario collettivo delle persone che usano percentuali e non numeri assoluti (e che non sanno maneggiare nè gli uni nè gli altri) sembrerebbe invece che 4 rumeni su 10 in Italia sia ricercato dall’Interpol. Per cui quasi 1 badante su 2 è una scuoiatrice di anziani o 1 muratore su 2 è un pericoloso assassino.
  5. A me pare invece che le percentuali annebbino la mente già debole di molti politici italiani che hanno la stessa metodologia di improbabili pescatori vicino a scarichi fognari. Qualunque cosa tireranno su sarà sempre una stronzata
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