Per legittima difesa

Sono momenti decisivi per la Sanità piemontese. Non perchè essa sia stata amnistiata da un piano di rientro che sta affossando il diritto alla salute da troppi anni. Nemmeno per la posa della prima pietra della immaginifica “Città della Salute” che periodicamente occupa le pagine dei giornali, salvo poi constatare il deserto dei tartari nei luoghi prescelti per la superlativa infrastruttura.

No, è giunto il momento di aumentare lo stipendio a tutti i direttori generali delle aziende sanitarie. Per i loro grandi meriti nel migliorare le liste di attesa? No. Per aver raddrizzato i bilanci delle Aziende? Neppure. La motivazione fornita dall’Assessore alla Sanità è: per legittima difesa (La Stampa 18 ottobre 2016).
Purtroppo troppi “manager” valicano i nostri confini per insediarsi nelle aziende sanitarie di altre regioni che li pagano meglio. E allora l’assessore alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta, ha deciso di dar fondo alle casse regionali per fermare questi “fenomeni” che non dobbiamo assolutamente farci scappare.
Aumenti mica da poco: il Direttore della Città della Salute (alias “baraccone di Corso Bramante”), che è a capo di una delle aziende più indebitate d’Italia e sicuramente d’Europa (180 milioni di euro circa) passerà da 124 mila a 150 mila euro l’anno. Così anche il Direttore della neo ASL To unica. I Direttori generali di altre aziende (To3, To4, To5, Cuneo1 e Alessandria) passeranno invece da un misero 122 mila a 135 mila euro. Tutti gli altri “sfigati” che sono a capo delle rimanenti aziende si dovranno accontentare di un aumento annuale di soli 8.000 euro (da 120 a 128 mila, poveretti). Attenzione però che a queste somme va sempre aggiunto il premio di risultato (dati i mirabolanti risultati sempre ottenuti) che corrispondono al 20 percento della retribuzione totale.
Ma non basta: al Direttore regionale della sanità si riconosce un aumento faraonico: da 165 mila euro a 210 mila euro. Troppo tardi per fermare un altro dei nostri “fenomeni”, il Dott. Moirano, che aveva già deciso di lasciare il Piemonte per gestire la sanità sarda.
Chi è “emigrato” per riempirsi le saccocce aveva firmato un contratto di diritto privato, in cui il Saitta non aveva neppure pensato di inserire clausole in caso di rescissione anticipata. Così, dopo essersi fatto infinocchiare ed essersi lagnato dell’avversa sorte, ha pensato bene di arricchire tutti i rimanenti con altri denari.
La notizia dell’aumento del 40% dei senzatetto in Torino rispetto all’anno scorso, non è stata probabilmente sufficiente per fargli chinare il capo e farlo vergognare.
Allora diamo questi soldi ai fantadirettori prima che ce li facciamo sfuggire. Almeno passeranno un felice Natale e forse sganceranno qualche euro agli homeless in qualche luccicante via del centro.
Noi lavoratori della sanità, invece, un giorno dovremmo liberarci di questa corte dei miracoli.
Sempre per legittima difesa.

Sanità, aumentano gli stipendi dei manager (La Stampa Torino)

Senza tetto in conda per i dormitori. L’aumento è del 40% (La Stampa Torino)

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